Le ragioni dei tempi difficili

Le ragioni dei tempi difficili

Perché i tempi sono difficili? Per un solo motivo: perché le persone sono in difficoltà. Non è certo questione di clima , di stagioni, anche se cambiano, di ponti che cadono o di governanti che litigano tra di loro. E’ un problema che riguarda le persone e siccome “tempi difficili” Papa Francesco li ha detti per la chiesa, le difficoltà riguardano la Chiesa stessa cioè i cristiani. A questo proposito si pensa che le ragioni delle difficoltà siano diverse: il problema della pedofilia da cui il Signore vuol purificare la Chiesa attraverso un intervento chirurgico pesante e senza anestesia, il problema delle vocazioni in crescente diminuzione, sapendo che senza sacerdozio non c’è chiesa.

Anche il problema delle donne che non sono valorizzate come dovrebbero priva la chiesa di un apporto determinante, quello femminile. La gestione della chiesa ancora molto verticistica e poco sinodale. La poca apertura ai giovani che non trovano più un posto nella chiesa per cui se ne vanno. Le famiglie che non svolgono più il ruolo fondamentale di evangelizzazione mentre le parrocchie sono tutte orientate sul sociale. Chi più ne ha più ne metta. Credo invece che la ragione della crisi sia più profonda e le altre ragioni rischino di occultare la ragione fondamentale della crisi che è la difficoltà a rendere credibile la visione cristiana del mondo, la società sembra ritornare verso modi pagani di pensiero e di saggezza prima dell’era cristiana. I cosiddetti credenti non sono sicuri che il mondo lo ha creato Dio e che la storia lo conduce attraverso un piano stabilito da Lui e che si realizzerà attraverso l’opera dell’uomo che opererà non da solo ma in compagnia di altri, cioè nella chiesa. Il Concilio Vaticano II lo ha detto chiaramente e val la pena di riascoltarlo:“ L’Eterno Padre, con liberissimo e arcano disegno di sapienza e di bontà, creò l’universo; decise di elevare gli uomini alla partecipazione della sua vita divina; dopo la loro caduta in Adamo non li abbandonò, ma sempre prestò loro gli aiuti per salvarsi, in considerazione di Cristo redentore, « il quale è l’immagine dell’invisibile Dio, generato prima di ogni creatura » (Col 1,15). Tutti infatti quelli che ha scelto, il Padre fino dall’eternità « li ha distinti e li ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli » (Rm 8,29). I credenti in Cristo, li ha voluti chiamare a formare la santa Chiesa, la quale, già annunciata in figure sino dal principio del mondo, mirabilmente preparata nella storia del popolo d’Israele e nell’antica Alleanza, stabilita infine « negli ultimi tempi », è stata manifestata dall’effusione dello Spirito e avrà glorioso compimento alla fine dei secoli. Allora, infatti, come si legge nei santi Padri, tutti i giusti, a partire da Adamo, « dal giusto Abele fino all’ultimo eletto », saranno riuniti presso il Padre nella Chiesa universale.” (L.G. 2)
Non si da assolutamente per scontato, e quindi non si cammina guidati da questa certezza che il mondo lo ha creato Dio e che è nelle sue mani. Ci sono tante altre proposte di interpretazioni, tanti miti che competono con quello giudaico – cristiano in cui noi crediamo.
Cristo è l’Unico salvatore dell’uomo e soltanto il suo Vangelo ha il segreto di mandare avanti il mondo fino alla sua piena realizzazione, eppure quante ideologie hanno pensato di salvare l’umanità, di restituirgli la giustizia, di realizzare la fraternità?
La mancanza di chiarezza sulla vita, sul mondo, sulla storia crea confusione e tristezza. Non sono chiari i tre problemi esistenziali: da dove vengo, dove vado e cosa son venuto a fare.
Compito della chiesa è riproporre all’uomo il piano di Dio e illuminarlo perché cammini con idee chiare, per questo è ”Madre e maestra”Questa è la prima forma di carità che deve fare nei confronti dell’umanità, questo è il pane che l’uomo attende da Lei.
Nell’epistolario tra Paolo VI e Vasco Pratolini c’è un’affermazione interessante: lo scrittore scrive al Papa delineando i ruoli diversi dello Stato e della Chiesa: “Lo stato cerca il bene comune, cioè deve cercare di far star bene la gente, la Chiesa cerca di farle diventare più buone. E’ importante che ciascuno svolga il suo ruolo e che vadano d’accordo perché quando uno sta bene è anche più buono e quando è buono sta anche bene”. Bella visione: il mondo che cammina nel benessere illuminato dalla verità.

Lettera della settimana

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