Nel cuore di Cristo

Nella teologia simbolica  si raffigura nel Cuore di Cristo il centro dell’amore di Dio per noi.

Tutto l’amore del Padre per l’uomo si è manifestato nel cuore divino del Figlio e anche se non è il cuore il centro dell’Amore ma il cervello, come sappiamo, il cuore è l’organo su cui si ripercuotono tutti i sentimenti dell’animo per cui sul cuore di Cristo si sono ripercossi tutti i sentimenti di Dio  per l’uomo. Il cuore se non è l’origine dei sentimenti ne è il “Traditore” nel senso latino “Trado” cioè il trasmettitore. Per questo non poteva non essere squarciato dalla forza dell’amore e far scaturire le fonti della salvezza: Sangue e acqua. Per questo la chiesa si riconosce nata dal cuore di Cristo.

Il Cuore umano di Cristo è anche il trasmettitore al Padre di tutti i sentimenti degli uomini per Lui. Per questo diventa il centro affettivo dell’umanità.

Per essere al centro della divinità e dell’umanità il luogo più adatto è inserirsi nel Cuore di Cristo “In Corde Jesu” ed esprimere tutto il desiderio di fare il nostro cuore simile al Suo.

Quel Cuore è veramente il “Tabernacolo dell’Altissimo” ed è sufficiente entrare in comunione con Lui per diventare preghiera.

Come creare questa comunione? Quel Cuore è realmente presente nell’Eucarestia, dove San Tommaso sentiva i palpiti, e chiedendo umilmente la grazia della comunione rimanere in attesa del Suo Spirito che stabilisca l’unione che trasforma il cuore fino a fare sentire l’amore per Lui.

Gesù vuole essere amato col cuore e soltanto il cuore parla al cuore “Cor ad cor loquitur”

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