Categoria: Lettera della settimana

Lo stile dei tempi difficili

Lo stile dei tempi difficili

La situazione è davvero seria, siamo in “tempi difficili”: il Papa ha indetto una “campagna di preghiera” per tutto il mese di ottobre coinvolgendo la Madonna con la recita del Rosario e il capo della milizia celeste San Michele Arcangelo, perché “proteggano la chiesa dal demonio che cerca di dividerla”.
Il Papa chiama questi “tempi difficili”, ed è vero, sono tempi di prova , tempi di purificazione e la purificazione è sempre una cura di bellezza che prevede interventi chirurgici anche molto dolorosi. Credo che questa sia l’attuale situazione della chiesa.

È morto un santo: era prete.

È morto un santo: era prete.

Una volta i santi venivano fatti a furor di popolo e anche ora che per avere il titolo devono passare attraverso un processo canonico e il Padre Eterno dare il suo consenso attraverso dei miracoli , ci vuole una fama di santità prima di procedere al processo canonico. Don Carlo era un santo, il popolo di Dio lo ha ritenuto tale anche in vita e soprattutto in vita. Eppure non ha fatto niente di strabiliante, non risulta che abbia visto la Madonna nè che abbia fatto dei miracoli di ordine fisico mentre di ordine morale e spirituale veramente tanti. Dalla Sua Persona emanava quell’atmosfera di soprannaturale che pacificava l‘anima.

Il diavolo entrò in Lui.

Il diavolo entrò in Lui.

Il fenomeno della pedofilia sembra diventato il problema numero uno della chiesa. E’ raro che passi giorno in cui il Papa non ne parli, i vescovi non denuncino qualche caso e i giornalisti non facciano articoli vedendo il fenomeno sotto i vari punti di vista: sociologico, pedagogico, penale. Raramente si dispensano dal dare giudizi sulla situazione e proporre soluzioni. Non mi risulta che qualcuno abbia ancora affrontato il fenomeno sotto l’aspetto morale: è un grave peccato che offende Dio e l’uomo nella sua dimensione di maggiore fragilità: l’infanzia.

Da dove cominciare

Da dove cominciare

La confusione continua. Quotidianamente ci vengono date notizie sulle difficoltà del Papa che sembra addirittura alla ricerca, non dico della soluzione del problema, ma dell’ atteggiamento da tenere: silenzio o intervento.
La settimana scorsa sono stati a Roma circa trecento vescovi da tutto il mondo per incontri vari e il Papa ha loro delineato la figura del vescovo come “Uomo di preghiera, che vive in mezzo al suo popolo e consapevole di essere scelto da Dio”.

La Sposa di Cristo

La Sposa di Cristo

Sta continuando la bufera in cui si trova la chiesa Tra i rischi di questo momento di confusione il più grave è quello di identificare la Chiesa con i suoi problemi per cui le ferite solitamente non vengono curate con delicatezza ma anche allargate per far apparire più drammatica la situazione. Quanto a gravità credo che non ci sia da sforzarsi tanto, ci ha già pensato Gesù : “Sarebbe meglio che si fosse messo una macina di mulino al collo e si fosse gettato nel mare chi ha scandalizzato uno di questi piccoli”.

La Chiesa, esperienza di povertà

La Chiesa, esperienza di povertà

La scorsa settimana alcuni amici mi hanno passato uno dei tanti libretti di “regime” “Il Papa della prima volta” non tanto per i vari interventi piuttosto scontati quanto per l’introduzione del padre Federico Lombardi che è davvero un capolavoro. Nella raccolta delle prime volte non era ancora previsto che il nunzio degli USA , dopo aver esposto la situazione di alcuni vescovi e Cardinali chiedesse le dimissioni del Papa perché non aveva fatto subito piazza pulita.

Grazie Papa Francesco

Grazie Papa Francesco

Ringrazio Papa Francesco per aver fatto la cosa più difficile in questo frangente doloroso in cui si sta trovando la Chiesa: riconoscere gli errori e chiedere perdono. Mi associo pienamente al Suo dolore e anche se non ho il cuore provato come ha Lui, dopo aver incontrato le vittime degli abusi, sono uno dei membri che soffrono. D’accordo: “le ferite non vanno mai prescritte”. Il dolore di queste vittime “è un lamento che sale al cielo”, e questo mi preoccupa di più.

Ho conosciuto La Pira

Ho conosciuto La Pira

Sono stato seminarista a Fiesole per tutto il tempo in cui La Pira era sindaco di Firenze e, senza esagerare, devo dire che la sua presenza è stata determinante per la mia formazione. Tutto l’ambiente cattolico della città era formativo per un giovane che voleva diventar prete.

Don Eutizio è tornato a casa

Don Eutizio è tornato a casa

Don Eutizio era un prete felice e soprattutto felice di essere prete. L’ unità di misura con cui affrontava tutte le situazioni era l’amore per cui non si poteva non volergli bene. Aveva amato con tutto se stesso le comunità che aveva servito ed aveva impresso nel cuore la storia di ciascuna di esse, le persone che vi aveva incontrato e soprattutto i preti con cui aveva collaborato. Parlava con la vivacità che gli era propria dei primi tempi a Nostra Signora di Guadalupe, poi a San Giovanni dei Fiorentini con l’indimenticabile parroco Ruffini.

Perchè mancano le vocazioni sacerdotali?

Perchè mancano le vocazioni sacerdotali?

La scorsa settimana il quotidiano “Il Foglio” dedicò un articolo alla situazione delle vocazioni sacerdotali in Germania descrivendo una situazione drammatica. Per me è il problema principale della Chiesa del vecchio continente. Quando Ratzinger arrivò vescovo a Monaco e trovò il seminario vuoto disse che la prima cosa da fare era lavorare per le vocazioni: disse è “il problema della nostra sussistenza”, aveva ragione. Dinanzi ad un problema del genere mi stupisce il poco interesse, diciamo la poca attenzione che gli si da. Durante la sua visita, nel duomo di Milano, un padre cappuccino, si rivolse al Papa descrivendo la situazione vocazionale in toni drammatici, ma veri. Il Papa serenamente rispose che era essenzialmente “un problema demografico”. Sicuramente la demografia è un problema, ma non penso sia né l’unico né la principale ragione della mancanza di vocazioni.

Sistemazione provvisoria

Sistemazione provvisoria

“Oggi sono felice, felice, felice, perchà Gesù è felice!” Scriveva Charles de Foucauld nel suo commento al vangelo del giorno dell’Ascensione. Gesù è felice perché è tornato alla casa del Padre dopo aver compiuto la sua missione di salvezza. Ho vissuto l’esperienza di questa felicità domenica scorsa celebrando la festa dell’Ascensione con i detenuti di Rebibbia.

Don Michele ha tagliato il traguardo

Don Michele ha tagliato il traguardo

Anche don Michele se n’è andato alla casa del Padre, ha raggiunto il traguardo. E’ il mio secondo alunno diventato vescovo che mi ha preceduto nella patria. Il primo fu Petar Solic, ausilare di Spalato, dopo soltanto dieci mesi di episcopato, il secondo è stato Lui.
Lo ricevetti ragazzo al Seminario Romano minore e lo ho accompagnato fino al Sacerdozio, quindi all’episcopato. Poi mi ha preceduto. Lo ricordo bravo seminarista giunto a Roma dalla sua Altamura, preciso in tutto, educato, riservato, veniva da una bella famiglia, aveva preso molto da sua madre. Fece brillantemente i suoi studi alla Gregoriana e tornò in diocesi dove fu segretario del Vescovo, direttore spirituale del seminario minore ed insegnante di religione.

A scuola del Risorto

A scuola del Risorto

A seguito della Resurrezione ci sono molte cose che stupiscono nell’atteggiamento del Risorto: prima di tutto questa serie di apparizioni che, se facevano piacere ai suoi amici, creavano anche uno stato di sorpresa da infarto: vedere un morto che si muove, mangia, entra senza aprire le porte non era sicuramente una cosa a cui erano abituati anche se i tre anni alla sequela di Cristo ne avevano viste di belle, perfino risorgere i morti.

Tutti Santi.. Ma come fare?

Tutti Santi.. Ma come fare?

L’esortazione apostolica di Papa Francesco “Gaudete et exultate” era proprio attesa. Il messaggio principale del vaticano II è “La vocazione universale alla Santità” che rappresenta la base su cui si articola tutto il resto, eppure è stato celebrato il cinquantesimo anniversario di quel Concilio e con stupore ho notato che nessuno ha sottolineato che quella che era la base dell’uguaglianza reale di tutti i figli di Dio: la possibilità di diventare tutti santi.

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