Tuttisanti: la festa del trionfo di Dio

1 novembre 2019

Tuttisanti: la festa del trionfo di Dio

Oggi , più di sempre pensiamo al Paradiso, alla nostra patria, dove c’è il posto pronto per me e per te che Gesù è andato a prepararci.
Il pensiero del Paradiso dovrebbe essere abituale per i cristiani. La liturgia ce lo ricorda e nella preghiera c’è un riferimento continuo “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”. Ecco il Paradiso è il luogo in cui finalmente tutti fanno la volontà di Dio, tutti partecipano alla vita della famiglia di Dio , alla vita trinitaria. E’ il luogo del completamento di tutti i nostri desideri di bene, il luogo della pienezza.

Pensare al Paradiso fa bene: “Paradiso, Paradiso”, gridava San Filippo Neri ridendo e scherzando su tutte le cose della terra; l’unica possibilità per ridere delle cose buffe della terra scoprendone la dimensione umoristica è quella di pensare all’unica cosa seria: il cielo. “Dammi, Signore, in tutte le cose il senso dell’umorismo”, pregava, e anch’io ogni giorno con lui, san Tommaso Moro.

Oggi è la festa della nostalgia, perché un giorno sarà anche la nostra festa. Poca importa se saremo targati come santi dopo essere sottoposti a regolare processo, quello che conta è che siamo con Dio. Ce l’abbiamo fatta: partiti da Lui a Lui siamo tornati. Abbiamo risposto ai tre grandi interrogativi che assillano gli uomini: da dove vengo, dove vado e che cosa ci son venuto a fare quaggiù. Vengo da Dio, son tornato da Dio e ho lavorato sodo per tornare a casa. Si, perché pensare al Paradiso potrebbe essere una droga, oppio, diceva Marx ai comunisti. La chiesa fa pensare al cielo così sulla terra continuano le ingiustizie: la religione è l’oppio del popolo; invece il Paradiso va conquistato, va guadagnato lavorando su questa terra per realizzare “Come in cielo così in terra”.
Così la festa di Tuttisanti è anche la festa dell’impegno cristiano nel senso che ci viene prospettato il premio per cui lavoriamo.

E’ la festa di tutta la chiesa perché il Paradiso è fatto di quelle pietre vive che hanno costruito la chiesa di quaggiù. Siamo invitati a riconoscere i Padri della nostra fede, i costruttori veri delle nostre comunità, i maestri che hanno formato generazioni di uomini. Con questi nostri fratelli siamo in continua comunione e tutti i giorni ci ritroviamo nell’Eucarestia che riunisce la famiglia di Dio per rendere gloria al Padre. La festa di oggi vuol ricordarci tutto questo e farci prender coscienza che la chiesa non è fatta soltanto di peccatori che faticano quotidianamente battendosi almeno per salvare la faccia ma anche di Santi che sono parte attiva della famiglia e collaborano all’evangelizzazione del mondo con la loro preghiera e la loro intercessione.

Festeggiare i santi è festeggiare l’azione di Dio nell’uomo: è la festa dell’azione di Dio in noi. Vedendo il calendario che di anno in anno si arricchisce di santi si vede il disegno di Dio realizzarsi in tutta la sua grandezza. Il suo piano non ha limiti. Tutto ciò che si compie per amore non è vano: Tuttisanti è l’affermazione di questa riuscita.
Gli eletti sono una manifestazione trasparente dei doni di Dio, specialmente del suo amore. La loro vita è una lode di Dio. Lode di Dio, lode di Cristo che ogni santo ha eseguito alla sua maniera secondo la propria vocazione.
Questa festa è situata alla fine dell’anno liturgico; al termine del tempo “ordinario” durante il quale si svolge la storia della Chiesa e la storia di ciascuno di noi; appare come il compimento momentaneo del disegno di Dio e dell’opera di Cristo.
La festa di Tuttisanti del 2019 non è identica a quella del 2010 né a quella dell’anno prossimo. La Gerusalemme celeste è in costruzione fino alla fine dei tempi. Nessuno sa quando l’ultimo degli eletti raggiungerà Adamo in Paradiso.

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