Aspettare il Signore

XXXII Domenica del T.O.

Aspettare il Signore

In queste ultime domeniche dell’anno liturgico ascoltiamo il cap 25 del Vangelo di Matteo che ci parla della venuta e quindi dell’attesa del Signore. Questa domenica ci vengono proposte le vergini “sagge” che attendono il Signore e la parola “sagge”  ci rimanda a tutta la rivelazione biblica della “saggezza“ e in particolare alla prima lettura di oggi che non è da perdere di vista.

La parabola è chiara, ci dice di essere pronti, presenti quando il Signore viene. Non dormire. L’accento è messo sul fatto che non possiamo prevedere il momento della venuta di Dio. Si tratta della morte? Dell’ultima venuta, quella escatologica di Cristo per la “parusia”? E’ legittimo pensare alle venute quotidiane di Dio, attraverso gli avvenimenti e gli incontri. Ciò che va nel senso delle visite della saggezza della prima lettura. La questione : ci siamo oppure il nostro spirito è altrove?

“Nel mezzo della notte”.  Veramente li spirito delle vergini sagge è altrove al momento dell’arrivo dello Sposo: è il cuore della notte ed era naturale che esse dormissero. Non gi viene rimproverato il loro sonno perchè quando arriva si svegliano e ricevono lo sposo. In effetti avevano previsto il ritardo possibile. Cosa può significare per noi? Noi addormentati? Darci alle nostre occupazioni, attraversare la notte in cui Cristo non si rende visibile ed essere pronti all’ora della sua venuta? Abbozzo una spiegazione: io credo che si tratti della vitalità del nostro desiderio. Se le ragazze dalle lampade spente sono imprevidenti, la cosa viene da più lontano, dal più profondo: esse non desiderano completamente: esse non desiderano la venuta dello sposo, loro hanno preso la cosa alla leggera. “La Saggezza! Si lascia contemplare da coloro che la amano; si lascia trovare da coloro che la cercano. Eccoci rinviati a ciò che cechiamo nella vita, a ciò che attendiamo da essa. Come ci insegna la Bibbia , la Saggezza è presente sotto i tratti di una donna e l’incontro con essa è quello dell’amore che è Dio. Le nozze del nostro Vangelo vanno in questo senso.

Dove è la saggezza?  Nella prima lettura , ciò che viene dato all’uomo è la saggezza. La Saggezza è ciò  con cui Dio agisce sul mondo tanto per crearlo come per salvarlo. E’ il Verbo? E’ lo Spirito? Nel nostro Vangelo è colui che viene è lo sposo è la saggezza accanto all’essere umano che la riceve (vergini sagge) E’ la saggezza che accoglie la saggezza, (lo sposo rappresenta necessariamente Cristo , la saggezza di Dio). Questo circolo vizioso si ripete continuamente nelle Scritture ci dice che in noi ciò che accoglie Dio è Dio stesso che è amore perché l’amore che è nell’uomo esce completamente da Dio. Dio è il Primo ed ama per primo. Altro modo per farci comprendere che ciò che riceviamo e a sua volta ciò che ci è donato è la nostra disponibilità, capacità a riceverlo. Questo non può avvenire senza l’accoglienza delle nostra libertà. “Io non vi conosco” dice Gesù. Questa terribile frase va nello stesso senso: solo Dio conosce Dio: solo la sapienza accoglie la sapienza. Ciò che non c’è nelle “imprevidenti” è lo Spirito, di cui l’olio è il simbolo biblico. Lo Spirito è donato a che lo vuole. Dio si propone e non si impone.

“Vegliate”. Cosa vuol dire vegliare? Credo che è attendere; aspettare un'altra cosa. Rifiutare di fermarsi dove si è arrivati. Allora lo Sposo può venire.

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