Dio vuole la vita

XIII Domenica del T.O.

Dio vuole la vita

La prima lettura rompe con le divinità di tutte le religioni e anche con la falsa idea che alcuni hanno di Dio di Israele. Ci invita a sbarazzarci definitivamente di un Dio punitore, di un Dio che esige la sofferenza. Quanti cristiani immaginano che “più è difficile, più costa, più è gradito a Dio”? Il nostro vangelo ci mostra Dio nemico della sofferenza umana. Certamente lui sa che abbiamo da soffrire nel mondo ma non canonizza questa sofferenza e soprattutto non l’attribuisce al Padre. Se si fa soffrire, se si perseguita, se si giudicano i fratelli è perché non si conosce Dio.

Dio non ha fatto la morte. C’è morte e morte. La creazione di ciascuno di noi si sviluppa in una storia. In ogni istante sono creato e mi creo un altro. E’ vero nel dettaglio in ciascuna delle nostre scelte ma vale soprattutto nelle grandi mutazioni della nostra esistenza: il passaggio dall’embrione all’infanzia, dall’infanzia all’età adulta; dall’uomo terrestre all’uomo spirituale. Ciò che noi chiamiamo morte assomiglia alla nascita e ciascuna delle tappe della nostra esistenza assomiglia ad una morte.: per esempio il passaggio alla vita adulta è la morte dell’infanzia. Questo tipo di morte si confonde con la crescita. In se stessa non è dolorosa , è dolorosa la in ragione della diffidenza,della paura. La diffidenza è il peccato ed è dello stesso genere che noi chiamiamo morte.
La gelosia del diavolo. Con la diffidenza , che ne è il corollario la Bibbia vede nella gelosia e nell’invidia la radice del peccato, di ogni peccato. E’ l’invidia che arma un fratello contro un fratello, che spinge ad impadronirsi di ciò che l’altro possiede, che incita ad impossessarsi e a dominare. Il male umano è là e la Bibbia fa cominciare la storia umana con l’uccisione di Abele da parte di Caino. Poco importa in fondo che voi personaliziate questo male dicendo “è il demonio” o che pensiate che l’uomo è fatto così. Resta il problema che l’uomo e l’intera umanità deve risolvere. E’ la sfida che ci è offerta. Noi viviamo in un mondo demoniaco perché non abbiamo che tre ipotesi: uccidere, essere ucciso o coltivare l’equilibrio del terrore. Dio non ha fatto questo. Questo mondo non è ancora umanizzato, perché non è ancora evangelizzato. Non riconosce che la sua verità è l’amore.
Gesù risuscita i morti. Dinanzi all’invidia omicida vediamo Cristo spogliarsi di tutto: la seconda lettura di oggi. Paolo ci chiede di imitare Gesù impoverendoci per ristabilire l’uguaglianza (il contrario dell’invidia) Ma c’è di più nella terza lettura vediamo Gesù restituire la salute e la vita alle vittime “dell’invidia “ del diavolo.. Non è il caso di affrontare adesso il legame(se c’è o no) tra il male che fa l’uomo e la malattia e la morte. La Bibbia vede tutto il male che è nell’uomo, male prodotto o subito, sotto un solo principio. La buona novella è che Cristo viene ad eliminare il principe di questo mondo, il principe mentitore per ristabilire il Regno di Dio. Ma non si entra in questo regno senza sceglierlo.

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