Categoria: Buona novella

Il centro della nostra fede

Il centro della nostra fede

Domenica delle Palme

Con la Domenica delle Palme entriamo nella Settimana Santa perché la settimana in cui si celebra il mistero centrale della nostra fede cristiana: la morte e la resurrezione del Signore.

Mi ha sempre stupito il fatto che San Paolo non cita mai nelle sue lettere né i miracoli né i discorsi del Signore Gesù ma parla soltanto della sua morte e resurrezione ma soprattutto della sua morte.

Voglio la misericordia

Voglio la misericordia

V Domenica di Quaresima

L’Adultera. Nella Bibbia l’adulterio più che un peccato sessuale era un peccato di ingiustizia. Consiste nel riprendersi ciò che era stato donato. “Il corpo della donna appartiene al marito e il corpo del marito alla donna”, dice San Paolo. Così la parola “adulterio” serve a qualificare la condotta d’Israele quando si allontana dall’Alleanza per riporre la fiducia in altri. L’idolatria è adulterio come il passaggio ad un uomo straniero o ad una donna straniera. Curioso: la legge (Lv 20,10;  Dt 20, 22)  prevede la morte dei due colpevoli. Qui i farisei portano soltanto la donna. Gli uomini che vengono a rivendicare l’osservanza della legge osservano soltanto la metà della legge. Non è serio. Ma Gesù li lascia parlare.

Tornare al Signore

Tornare al Signore

IV Domenica di Quaresima

Giunti alla quarta domenica di Quaresima la liturgia è illuminata dal segno della gioia. Ovviamente della gioia cristiana, quella dei pellegrini che vedono da lontano il termine di un lungo viaggio: “Quale gioia quando mi dissero: - Andremo alla casa del Signore!-”, la gioia di coloro che si avvicinano al Signore.

Urgenza e pazienza

Urgenza e pazienza

III Domenica di Quaresima

Sono all’ordine del giorno episodi dolorosi che colpiscono la nostra attenzione: terremoti, incidenti, attentati, omicidi in famiglia. Perché? Di chi è la colpa? Cosa ha fatto Dio? Dov’era?

Due fatti tragici avevano colpito Gerusalemme: la rivolta dei Galilei, oggetto di una repressione sanguinosa da parte di Pilato; la caduta della torre di Siloe, che aveva provocato la morte di diciotto persone.

Scegliere

Scegliere

II Domenica di Quaresima

Per affrontare vittoriosamente il combattimento contro lo spirito del male bisogna scegliere tra i nemici della Croce di Cristo e quelli che attendono Gesù Cristo come Salvatore. I primi apprezzano soltanto le cose terrene, gli altri hanno la loro cittadinanza nei cieli. La fine dei nemici della Croce sarà la perdizione, quella dei credenti la trasformazione del loro corpo ad immagine della gloria del Signore risorto. Si tratta di una scelta così radicale che interessa ogni forza, ogni valore che l’uomo può attingere da se stesso. Una scelta fatta una volta col battesimo, ma da rinnovare di giorno in giorno, perché è a questo che ci invita il Signore particolarmente in questo tempo di quaresima.

Le nostre tentazioni

Le nostre tentazioni

I Domenica di Quaresima

Questa volta facciamo sul serio. All’inizio della quaresima abbiamo chiesto al Signore di cominciare un cammino di vera conversione e con le armi della penitenza affrontare vittoriosamente il combattimento contro lo Spirito del male. Conversione, penitenza, combattimento. Inizia una vera lotta. La Chiesa ci guida in questa avventura, seguiamola settimana per settimana.

Nella prima tappa  ci viene presentato Gesù che si è messo “in quarantena”  prima di iniziare la sua missione e durante quel periodo di solitudine viene tentato dal diavolo.

I buoni frutti

I buoni frutti

VIII Domenica del T.O.

Il vangelo di oggi conclude il discorso della montagna secondo Luca e parla dei frutti buoni come segno inconfondibile della bontà dell’albero. Ci viene proposto un test della nostra situazione personale: sono un albero buono o un albero cattivo?

Il frutto in questione è la Misericordia. Sei misericordioso? Vuol dire che hai un cuore misericordioso. Non lo sei? Allora sei un uomo cattivo che “dal suo cuore trae fuori il male”.

La misericordia è la qualità del Padre che si riflette nel Cuore di Cristo, ma che è difficile da coniugare con la nostra vita e quindi da comprendere.

Amate i vostri nemici

Amate i vostri nemici

VII Domenica del T.O.

Abbiamo ascoltato nella prima lettura la narrazione di David che, trovandosi nella situazione di poter uccidere Saul che voleva la sua morte, non lo uccide e dimostra di averlo risparmiato restituendogli la lancia che gli aveva sottratto mentre dormiva. Nel vangelo Gesù fa l’annuncio più sconcertante della sua morale: “Amate i vostri nemici. Fate del bene a coloro che vi odiano”.

Beati voi, poveri!

Beati voi, poveri!

VI Domenica del T.O.

Oggi la liturgia ci propone l’ascolto dell’inizio del cosiddetto “discorso della montagna” con questa introduzione straordinaria che sono le Beatitudini: “Beati i poveri. Beati quelli che hanno fame. Beati quelli che piangono.” Queste parole paradossali sono il cuore del messaggio cristiano. Senza negare niente alla loro importanza il loro senso non è evidente e sono molti i problemi per comprenderlo e viverlo.

Lasciarono tutto e lo seguirono

Lasciarono tutto e lo seguirono

V Domenica del T.O.

La liturgia di questa domenica ci propone la dinamica della Vocazione religiosa, cioè di investire tutta la propria vita su Dio e il Suo vangelo. Uno dei problemi attuali della Chiesa è senz’altro quello delle vocazioni; oggi il Signore ci espone la dinamica della vocazione.

L’Oggi di Dio

L’Oggi di Dio

IV Domenica del T.O.

Questa domenica il vangelo ci porta di nuovo nella sinagoga di Nazareth per ascoltare la continuazione del vangelo della domenica scorsa: “Oggi si è compiuta questa scrittura che avete ascoltata”. Si tratta di un testo di Isaia che descrive il Servo del Signore e la sua missione. Gesù proclama la profezia che Lui stesso inaugura nella sua persona la nuova stagione di grazia promessa dal profeta. San Luca sottolinea fortemente questo “Oggi” della salvezza, che ripeterà nel suo vangelo ben sei volte per caratterizzare l’opera di Gesù.

Il discorso inaugurale

Il discorso inaugurale

III Domenica del T.O.

“Le parti meno decenti”. In generale si passa  veloci su questo versetto che fa parte della seconda lettura di questa domenica, che infatti è stato tralasciato: certamente per pudore, perché alcuni vedono nelle parole di Paolo una allusione alle parti genitali (e senza dubbio intendeva queste), altri perché non vedono come nel corpo ci debbano essere parti più decenti o meno decenti.

Il Primo segno

Il Primo segno

II Domenica del T.O.

Se il cambiamento dell’acqua in vino è il primo segno, deve necessariamente significare qualcosa che illumina tutta l’opera di Gesù. E’ evidente quindi che Gesù parli della sua Ora, che in San Giovanni è sempre designata come l’Ora pasquale. L’Ora in cui avviene la manifestazione della  sua gloria che, nel quarto vangelo, designa sempre la Pasqua in cui Gesù viene glorificato.

Il Battesimo di Gesù

Il Battesimo di Gesù

Dopo l’esperienza del Natale che abbiamo vissuto accompagnati dalla liturgia, un velo di silenzio di stende su Gesù e la sua avventura umana. Un velo che Lo copre nella normale vita di Nazareth per trenta anni.

Era finalmente giunta l’ora della sua solenne investitura di Messia e Redentore. Il luogo scelto, sempre sullo stile di Betlemme, è il fiume Giordano, dove la gente accorreva per farsi battezzare da Giovanni.

Rivèstiti di luce!

Rivèstiti di luce!

Epifania 2022

A tutta la Chiesa, a me, a te, a noi che mandiamo la nostra vita al ritmo di una marcia funebre, Dio rivolge questa Parola: “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te”. Di che cosa brilla Gerusalemme, io, la Chiesa? Non di luce propria, ma della gloria del Signore, del Signore stesso.

Questa luce è l’unica che brilla nel mondo, che attira, che segna il cammino di tutti i popoli. La luce è il Vangelo, che è incarnato nella vita dei credenti e che ci rende luminosi per fare strada ai popoli che “brancolano nelle tenebre e nell’ombra della morte”.

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