Categoria: La fede in tempo di pandemia

Con Gesù nel Getsemani

Con Gesù nel Getsemani

Martedì Santo

Continuiamo a penetrare nel Cuore di Cristo per partecipare ai suoi sentimenti ed esser così vicini ai nostri fratelli sofferenti.
Gli evangelisti dove averci detto che Gesù era oppresso da “paura e angoscia” ci riportano le parole stesse di Gesù “L’anima mia è triste fino alla morte”. La passione di Gesù fu corporale e spirituale.

Vicino ai malati di coronavirus

Vicino ai malati di coronavirus

Lunedì Santo

Siamo invasi dalle notizie sullo sviluppo del “virus”e desiderosi di conoscere la reale situazione del momento. Qual’è il giusto atteggiamento del cristiano?
Ce lo dice Gesù quando si trovò in agonia nel Getsemani: la condivisione.
I nostri fratelli colpiti dal virus vivono la situazione analoga a quella che Gesù e attraverso Gesù ci dicono cosa attendono da noi.

Don Angelo, parroco Bergamasco ci scrive

Don Angelo, parroco Bergamasco ci scrive

Sono la persona meno adatta per scrivere, adesso, cosa prova e come vive un prete, un parroco, nel mese –siamo al 31 marzo – del corona virus… Ci provo. La cosa più facile è raccontare semplicemente quello che succede. Ma l’altro ieri avrei sicuramente scritto quella cosa; ieri mi è capitata quella esperienza che assolutamente devo ricordare; e oggi di nuovo cose belle e tristi che ti commuovono e ti segnano. Non saprei da che parte cominciare.

Il Vento e l’Acqua

Il Vento e l’Acqua

Ho un certo pudore a dirlo ma a San Pietro non riesco a pregarci, vado regolarmente in pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo, di Wojtyla, di Giovanni XXIII, di Pio XII, di Giovanni Crisostomo e concludo all’altare di San Gregorio Magno, ma durante le liturgie ho davvero dei problemi a mantenere la devozione e onestamente, guardandomi intorno, credo di non essere solo.

La Pasqua allo Spallanzani

La Pasqua allo Spallanzani

Sono entrato in contatto con lo Spallanzani, il santuario in cui si cura la “piaga” del coronavirus e dove si trova ricoverato da diversi giorni don Maurizio Chiodi, caro amico sacerdote di Bergamo, gli ho chiesto su “la Pasqua allo Spallanzani”.

Parliamo insieme con Dio

Parliamo insieme con Dio

Gesù ci ha detto che Dio è in famiglia e ci precisa “In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà” (Mt 18,19). Questa è davvero una Parola di salvezza, una Buona Notizia. Quando è che due si uniscono per pregare insieme? Certamente Gesù pensava alla famiglia, alla coppia di sposi.

Dio è in casa vostra

Dio è in casa vostra

Con la Pandemia una delle cose che siamo obbligati a riscoprire è la famiglia. Vivere in famiglia è un impegno, soprattutto quando si è obbligati dalle circostanze a non allontanarci, capisco le fughe nei parchi per correre e dilatarsi quando l’appartamento è mini, ottimo per pernottarci ma non per viverci.
Sono tante le scoperte che, obbligati a vivere “insieme” e non soltanto “accanto”, si fanno.

Dov’è Dio?

Dov’è Dio?

Dov’è Dio? È la domanda che ci risuona dentro in questo tempo di pandemia. Mentre in altri tempi, analoghi al nostro, Dio diventava il naturale punto di riferimento oggi sembra sfrattato. Dove non si chiudono le chiese si esorta a non frequentarle in molti, quasi non ricevesse più di tanti, oppure fosse assente.
Dio c’è: si o no? E se c’è dov’è?

Il cristiano non è mai solo

Il cristiano non è mai solo

Essere figlio di Dio significa diventare fratello di tutti gli uomini, entrare nella grande famiglia della chiesa in cui  attendiamo tutti gli altri fratelli destinati a tornare a casa.

Il bello della nostra condizione è che ciascuno può dire “Dio mio e mio tutto” e nello stesso tempo “Padre nostro”.  Dio è tutto di ciascuno, Dio non si divide, ciascuno è figlio prediletto.

In questi giorni di pandemia è particolarmente importante richiamarci questa verità: facciamo parte di una grande famiglia indivisa a cui tutti partecipano agli stessi diritti e allo stesso onore.

Preghiera e medicina

Preghiera e medicina

Nell’avventura che stiamo vivendo questi giorni si nota una certa sproporzione tra fede e medicina. Si aprono ospedali e si creano posti letto anche sotto le tende e si chiudono le chiese. Si richiamano in servizio medici e infermieri e si proibiscono le celebrazioni religiose.

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