Come prepararsi al Matrimonio?

Risposta 5

Come prepararsi al Matrimonio?

Il tempo di preparazione al matrimonio solitamente si chiama fidanzamento. Era un tempo ben precisato anche da una celebrazione che era una specie di contratto: i “nuptialia”, adesso siamo meno formali e il fidanzato è diventato “il mio ragazzo” e la fidanzata “la mia ragazza”; tanto che un amico, solito ad un certo turismo affettivo, mi presentò la sua fidanzata come “la mia attuale ragazza”.

Prepararsi al matrimonio vuol dire prendere coscienza della più grande responsabilità che una persona assume nella vita: formare una famiglia e mettere al mondo dei figli. Anche il Concilio Vaticano II ha parlato del fidanzamento quando ha parlato dell’amore coniugale. “Tale amore unendo assieme valori umani e divini conduce gli sposi al libero e mutuo dono di sé stessi”. Per questo il fidanzamento deve essere il tempo in cui si verifica e si matura l’amore coniugale. Si verifica: perché anche i Romani precisavano che l’affectus maritalis era una cosa diversa dall’affetto filiale e dall’affetto amicale. E si matura perché uno dei rischi più frequenti dei matrimoni è proprio l’innamoramento che, come dice Freud “è una specie di ipnosi” che passa col tempo perché nessuno può rimanere per sempre ipnotizzato ma deve tornare alla realtà. Per questo l’amore deve essere provato attraversando crisi e difficoltà per verificarne la stabilità. Anche l’innamoramento è vero fuoco ma fatto dalla carta di giornale che brucia ma dura poco, mentre il vero amore è fatto da legno di quercia che lentamente si incendia ma rimane, resiste e riscalda.
Il Concilio precisa inoltre che “l’amore dei coniugi diventa più perfetto e cresce proprio mediante il generoso suo servizio. É ben superiore, perciò, alla pura attrattiva erotica, che egoisticamente coltivata, presto e miseramente svanisce”. Qui si apre il problema dei rapporti prematrimoniali che la Chiesa non ammette come forma di preparazione al matrimonio. E non è per rendere difficile la vita dei fidanzati né tanto meno per riservare al tempo del matrimonio la novità di questa esperienza, che è sicuramente una delle più forti espressioni dell’amore umano tanto da essere scelta da Dio come l’immagine del suo amore per l’umanità, ma perché l’attrattiva erotica offusca la possibilità di una verifica della crescita e stabilità dell’amore che resisterà per tutta la vita. L’attrattiva erotica è destinata a diminuire, magari a finire o addirittura a non poter più esser soddisfatta, mentre l’amore affettivo rimane se sostenuto dai valori, dalla responsabilità e dalla collaborazione. L’esercizio della genitalità rende difficile verificare se il rapporto sta in piedi perché sostenuto da un amore adulto e affettivo o se ha una forte componente genitale che condiziona ogni altra possibilità di verifica degli stessi valori della persona. Nonostante la propaganda contraria la verginità rimane sempre un grande valore anche se facilmente ci si adatta ad un partner riciclato.

 

Il Vescovo risponde

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