La prima difficoltà da affrontare

La prima difficoltà da affrontare

Qual è la prima difficoltà da affrontare per capire la crisi del cristianesimo? Non certo i divorziati da reintegrare, né il sacerdozio alle donne e neppure la pedofilia ma la difficoltà a rendere credibile la visione globale del mondo espressa dalla Bibbia che rimanda al disegno di Dio.
La tradizione cristiana del mondo è quella espressa dal “Credo” e sintetizzata dal Vaticano II: “L’Eterno Padre, per disposizione assolutamente libera e misteriosa della sua sapienza e della sua bontà, ha creato l’universo ed ha deciso di elevare l’uomo alla comunione della sua vita divina.

Dopo la loro caduta in Adamo non li ha abbandonati in considerazione del Cristo Redentore “che è immagine di Dio invisibile” Primogenito di tutta la creazione”.(L.G. n2) E, particolarmente attuale nel tempo della globalizzazione, continua “Dio volle salvare a santificare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra di loro, ma volle costituire di loro un popolo che lo riconoscesse secondo verità e lo servisse nella santità”. E a proposito del modo di promuovere il mondo il Concilio continua “ che tutti coloro che credono in Cristo sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità e che tale santità promuove nella stessa società terrena un tenore di vita più umano” (L.G.40). La crisi della credibilità non riguarda soltanto il lato teorico ma anche la seconda parte pratica, che la santità possa essere umanizzante, che la santità è il modo per migliorare il mondo.
Da dove partire per ricomporre una credibilità? Cosa metter in cantiere?
Il Vaticano II ci offre tre parametri: Il Vangelo, la società e la Chiesa.
Il punto di partenza: l’ospitalità di Gesù di Nazareth, veder il modo concreto con cui Gesù si è rapportato con i suoi compaesani in maniera da poterci confrontare nelle attualità delle nostre “Galilee”. Avvicinare il nostro mondo con la stessa simpatia e amore con cui Gesù ha avvicinato il suo. L’evangelizzazione esige la presenza, non si fa per delega né a distanza, neppure attraverso i media ma di persona. La legge dell’incarnazione ha il suo valore come lo avrà per sempre.
L’altro punto da tener presente è la società che sta vivendo la catastrofe ecologica che Papa Francesco ha trattato nell’enciclica “Laudato sì”. Riscoprire la creazione come dono di Dio da conservare e trasmettere ai nostri figli è fondamentale perché solo dalla scoperta della gratuità del dono di Dio si fa l’esperienza del modello di comportamento dell’uomo che deve prevedere come base di tutto il dono e la gratuità. Una gratuità universale, esercitata da Dio verso tutti gli uomini che esistono e che esisteranno. Questo è espressione del messaggio fondamentale del Vangelo che è “Tutto è grazia”, cosa tutt’altro che evidente nell’era tecnologica in cui tutto avviene per scambi finanziari che anziché obbedire alla legge della gratuità obbedisce a quella del profitto. Soltanto la scoperta di un universo che ci è donato gratuitamente e la percezione che siamo ereditieri e ospiti della terra ci permetteranno di consentire una conversione di ampiezza universale. Credendo nella resurrezione siamo chiamati a credere che tutte le generazioni porranno un gesto a favore della vivibilità del pianeta a favore delle generazioni che verranno. Questa è la visione di abitare il mondo della tradizione cristiana che costituisce la spiritualità dell’umanità.
In questa situazione si impone la presenza di una chiesa che veicola questo messaggio di fede che è la manifestazione del piano di Dio sul mondo. Questa erosione, come la chiama Papa Francesco nell’Evangelii gaudium, ha la sua origine nella secolarizzazione delle nostre società e nella folclorizazione e strumentalizzazione della vita della chiesa. La chiesa deve riscoprire la sua messianicità per il mondo, deve riscoprire il suo vero essere teologico, la sua ragion d’essere l’anima del mondo. Credo di dover dire che la nostra evangelizzazione deve cominciare dalle basi: il mondo è stato creato da Dio gratuitamente per amore . lo ha consegnato a noi che dobbiamo trasmetterlo gratuitamente a chi ci sostituirà, dire questo messaggio è il ruolo della Chiesa che Dio ha voluto come l’anima del mondo.

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