Categoria: Formazione permanente

Una omelia da non perdere

Una omelia da non perdere

Una omelia da non perdere, per questo ve la giro perché possiate anche voi compiacervi sulla verità annunciata dall’Arcivescovo di Parigi Mons. Aupetit: si giustificano le cattive azioni con buoni sentimenti. 

Dove trovare i portatori di speranza?

Dove trovare i portatori di speranza?

“Sperare in Colui che fa vivere i morti e chiama all’esistenza ciò che non esiste più” suppone che questa speranza sia effettivamente vissuta da qualcuno che in qualche maniera l’incarna suscitando intorno a sè la speranza in Dio che è l’unico garante. Abbiamo parlato di Abramo e il cap. 11 della lettera agli Ebrei ha evocato una gran nube di testimoni di cui Cristo “iniziatore della fede” che la conduce a compimento è sempre il primo.

Quale speranza?

Quale speranza?

La paura della morte e la presenza del male nella creazione è un aspetto che riguarda la speranza. Il male che si presenta a più riprese: subire le malevolenze attraverso umiliazioni e calunnie, cadere nella malattia o essere sopraffatti da delle disgrazie come un’alluvione o un incendio di cui non si capisce la causa può facilmente mettere in crisi la fiducia nella vita.

La speranza è la risposta

La speranza è la risposta

Il mondo per poter camminare ha bisogno di fiducia e il nome della fiducia è la speranza. Ma dove trovare i portatori di speranza e quale sarebbe l’impatto con il mondo di oggi?
“Sperare contro ogni speranza” dice San Paolo riferendosi ad Abramo il capostipite dell’uomo, colui che prima ancora della circoncisione ha fede in Colui “che fa vivere i morti e richiama all’esistenza ciò che non esiste più”(Rom 4,17)

Le fragilità della nostra società

Le fragilità della nostra società

Si può pensare che le fragilità della nostra società sono quelle di sempre, ed è sicuramente vero ma alcune si sono sicuramente aggravate. La secolarizzazione e la laicizzazione si sono aggravate producendo un vuoto del religioso e una crescente crisi di fiducia che mette in crisi il nostro vivere insieme. Si aggiunge a questo il fatto che l’avvenire è ipotecato da una duplice minaccia: l’estrema gravità della crisi ecologica e il fascino che esercita sulla nostra società lo sviluppo delle tecniche e delle bioscienze.

Dio dell’uomo di oggi

Dio dell’uomo di oggi

Esaminando il terreno da evangelizzare la prima cosa da chiederci: che cosa pensa di Dio l’uomo di oggi? Le relazioni con Dio dell’uomo di oggi sono di una estrema diversità. Bisogna ricordare che la parola Dio esiste in tutte le lingue e in tutte le culture e sotto molteplici forme. Tanti pronunciano, invocano il nome di Dio in tante occasioni anche senza esserne probabilmente convinti.

Da dove cominciare l’annuncio?

Da dove cominciare l’annuncio?

E’ sicuramente un problema per coloro che si propongono di evangelizzazione: da dove cominciare? Spesso si confonde l’evangelizzazione con il catechismo per cui ci si immagina di dover affrontare il campo che ci è affidato con in mano il catechismo della Chiesa Cattolica con i suoi oltre 2000 articoli oppure scegliere un buon testo di catechesi da far digerire ai nuovi arrivati.

Perché evangelizzare?

Perché evangelizzare?

La conversione della Chiesa ha come punto di arrivo :diventare una chiesa missionaria, “una chiesa in uscita”.
Bisogna premettere che il termine Missione è caduto in discredito perché identificato col termine moderno “proselitismo”.
Perché evangelizzare? Non c’è per tutti una libertà di coscienza?

Da dove cominciare

Da dove cominciare

Da dove cominciare la conversione della Chiesa, da una chiesa che evangelizza per generazione, di padre in figlio, ad una chiesa missionaria. Guardando in dietro la vita religiosa è stata essenzialmente una vita parrocchiale, cioè legata al territorio e questa è in crisi soprattutto per il fenomeno dell’urbanizzazione e dello spopolamento delle campagne.

La prima difficoltà da affrontare

La prima difficoltà da affrontare

Qual è la prima difficoltà da affrontare per capire la crisi del cristianesimo? Non certo i divorziati da reintegrare, né il sacerdozio alle donne e neppure la pedofilia ma la difficoltà a rendere credibile la visione globale del mondo espressa dalla Bibbia che rimanda al disegno di Dio.
La tradizione cristiana del mondo è quella espressa dal “Credo” e sintetizzata dal Vaticano II: “L’Eterno Padre, per disposizione assolutamente libera e misteriosa della sua sapienza e della sua bontà, ha creato l’universo ed ha deciso di elevare l’uomo alla comunione della sua vita divina.

La conversione della Chiesa

La conversione della Chiesa

La quaresima è tempo di conversione , di cambiamento. Anche la chiesa deve cambiare perché cambia il mondo a cui è mandata , il mondo che deve convertire. La chiesa di Gesù Cristo è in continua trasformazione: l’unica e immutabile chiesa di Gesù Cristo può anche chiamarsi, a secondo dei tempi: Chiesa di Pio XII, di Giovanni XXXIII, di Giovanni Paolo II e adesso chiesa di Papa Francesco. Ogni cambiamento è faticoso perché richiede rinuncie ma è sempre in vista di grandi novità.
Papa Francesco appena eletto Papa ci ha offerto un testo “Evangelii gaudium”in cui ha descritto come deve essere oggi la Chiesa di Cristo.

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