Categoria: Discernimento

Il discernimento

Il discernimento

Parte XIII

Una volta preparata la Coscienza indispensabile affrontiamo il tema del Discernimento che . ripetiamo è l’arte di saper scegliere trovando la volontà di Dio nelle cose. Non è un affare da niente ma convinti che non arriveremo mai ad avere la certezza assoluta che quello che scegliamo sia la volontà di Dio , ma soltanto la certezza morale, con umiltà cominciamo secondo l’esperienza che la chiesa ci offre.

Il discernimento - Esame di coscienza V tempo

Il discernimento - Esame di coscienza V tempo

Parte XII

“Fare dei propositi adeguati per emendarsi dai difetti”
Eccoci arrivati alla conclusione. Nella misura in cui l’esame sarà stato fatto nella verità e nella solitudine della propria coscienza in dialogo con Dio non può mancare il riconoscimento di ciò che resta da fare: cambiare.. E’quasto il momento più impegnativo perché la tentazione della fuga è continua.

Il discernimento - Esame di coscienza IV

Il discernimento - Esame di coscienza IV

Parte XI

“Chiedere perdono a Dio dei difetti”.
Non è facile chiedere perdono a Dio dei propri peccati, è più facile fare la scelta di Adamo che insieme ad Eva pensarono bene di andare a nascondersi. Quando, poi, il male commesso ci ha compromessi dinanzi agli altri col relativo crollo della propria stima è possibile anche la scelta di Giuda che, presa coscienza di ciò che aveva fatto non pensò di fare meglio che impiccarsi.

Il discernimento - L'esame di coscienza III

Il discernimento - L'esame di coscienza III

Parte X

Il terzo momento dell’esame consiste nell’esaminare seriamente la nostra giornata dal momento in cui ci siamo svegliati al mattino fino al momento in cui si fa l’esame.
Un esame serio. Sant’Ignazio dice un “Redde rationem ab anima”, ora per ora prima di tutto dei pensieri, delle parole e delle opere.

Il discernimento - L'esame di coscienza II

Il discernimento - L'esame di coscienza II

Parte IX

“Chiedere la grazia di conoscere i nostri peccati”
Conoscere i propri peccati è davvero difficile. Dice Isacco il Siro che è più facile conoscere Dio che conoscere i nostri peccati. Riconoscersi peccatori è fare la verità su di noi e in questo siamo ostacolati dal principe della menzogna che è sempre all’opera. Quando riusciremo a dire “mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa” siamo vicini alla verità.

Il discernimento - L'esame di coscienza I

Il discernimento - L'esame di coscienza I

Parte VIII

Mettiamoci sotto lo sguardo di Dio e” Ringraziamolo per tutti i benefici che ci ha fatto”. Come fare?. Ci insegna Israele con la sua preghiera. Il salmo 135 ci offre lo schema per poter ringraziare il Signore. “Lodate il Signore perché è buono: eterna è la sua misericordia”. Passare in rassegna tutti i doni di Dio ci libera da ogni autoreferenzialità e ci mette in un atteggiamento di dialogo.

Il discernimento

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VII Parte

Il metodo che Ignazio di Lojola ci offre per la formazione della coscienza è appunto “L’Esame di Coscienza” Che propone all’inizio del suo libro “ Esercizi spirituali” al n° 43 “ “Modus faciendi examen generale, et continet in se quinque puncta”.
Queste regole non servono solo per quelli che fanno gli Esercizi spirituali ma per tutta la vita di coloro che hanno imparato ad applicarle.

Il discernimento

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VI Partre

La Chiesa, come una madre si è sempre interessata all’educazione delle coscienze dei suoi figli ed ha avuto grandi maestri che hanno fatto scuola.
Non si può prescindere dal loro insegnamento e anche tutte le nuove forme pedagogiche della formazione delle coscienze si rifanno ai grandi maestri del passato.

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Formazione della coscienza

Si dice che non si nasce uomini ma si diventa per esprimere che per diventare uomini c'è bisogno di una lunga gestazione. Anche la coscienza, a suo modo, condivide questa lunga gestazione.
C'è chi non vuol sentir parlare di formazione della coscienza pensando che si tratti di un condizionamento della liberta'. Niente di più falso. Per la maturazione della coscienza avviene ciò che avviene per il linguaggio umano come lo nota opportunamente il Card. Ratzinger.

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La coscienza

Nella coscienza risuona l'eco interiore dell'appello di Cristo che ci invita a seguirlo. La coscienza è l'organo di recezione di quest'appello. In se stessa la coscienza è una voce senza parola, un cero senza fiamma: Cristo Verbo parla attraverso questa voce (nella creazione, nella Rivelazione e nell'azione della grazia) Cristo Luce brucia nel cero e risplende.

Il Discernimento

Il Discernimento

Conoscere la strada

San Paolo scrive ai Romani di " lasciarsi trasformare rinnovando il loro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio,ciò che è buono a Lui gradito e perfetto"(Rom 12,2). Non si tratta di riconoscere il bene o il male ma di riconoscere il bene dove è e di amare Dio in se stesso.
Dio si fa conoscere, si manifesta e lo Spirito Santo è il protagonista di ogni discernimento. Per questo ogni discernimento non può che avvenire in un clima di preghiera: si basa sul l'incontro con Dio.
Dio ci parla. In che modo? Ci ha detto tutto attraverso Gesù Cristo . "Uno solo è il vostro Maestro"(Gv 23,8) e "Abbiate gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù "(Ph 2,5) e il Concilio Vaticano II ci precisa che Gesù ci parla attraverso la Scrittura e la Tradizione, cioè la Chiesa. "Con questa rivelazione infatti Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli e ammetterli alla comunione con se." (D.V. 2). La Sacra Scrittura è la Parola di Dio e attraverso di essa ci trasmette la Sua Volontà.

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Aiutati che Dio ti aiuta

Dio che ti ha creato senza di te, non vuol salvarti senza di te. Dio non ti ha chiesto il permesso per darti la vita, te l’ha donata sicuro di farti il più grande dono, ma da quel momento sei diventato suo partner: Dio non fa niente senza di te, ti vuole collaboratore in tutto. Non si tira indietro mai, ma ti vuole sempre in azione, seguendo le sue ispirazioni, sempre impegnato.

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Saper scegliere

«Non cade foglia che Dio non voglia»

Alcune espressioni di Papa Francesco sono entrate nel linguaggio comune: «odore delle pecore» per i preti, «chiesa in uscita» e «ospedale da campo» per la chiesa. Ce n’è una che fatica ad entrare anche perché non è chiaro cosa significhi: «discernimento». Eppure è importante e per il Papa, che è gesuita, è indispensabile.
Cosa vuol dire discernimento? Come si fa il discernimento? E’ quanto voglio spiegarvi con questi miei interventi. Se mi seguite, spero che alla fine avrete idee più chiare e soprattutto sarete aiutati a discernere.

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