Per costruire una torre

XXIII Domenica del T.O.

Per costruire una torre

La torre di cui oggi ci parla Gesù è la nostra vita. Bisogna sapere come costruirla, con quali mezzi, quale materiale e sopratutto su cosa fondarla. Il rischio di cominciare a costruirla e non concluderla è grave. La vita è anche una guerra che ciascuno e chiamato a combattere, ma anche in questo caso prima di affrontarla bisogna avere idee chiare e calcolare la possibilità di vincerla. Nessuno fa la guerra per perdere. La vita si può fondare su tante cose: sulla famiglia, sul denaro, sulla carriera, sugli onori, ma di tutte queste cose bisogna considerare la consistenza e i rischi che si corrono.

Gesù è perentorio fino a sconvolgerci: per andare dietro a lui bisogna “odiare” tutto per preferire lui.
Intendiamo bene cosa vuol dire Gesù. Prima di tutto non intende parlare di odio ma lo dice in maniera forte per esprimere il concetto di “presenza”. Lui va preferito a tutto per costruire la propria casa sulla roccia.
È vero che tutto quello che non è lui comporta un rischio che può compromettere tutta la vita. Perfino la famiglia comporta dei rischi che al giorno d’oggi, purtroppo si manifestano in maniera evidente. Altissima è al percentuale di divorzi che distruggono l’amore che si riteneva eterno. Non parliamo poi dei beni economici sempre sottopostial rischio della svalorizzazione, niente è più fragile della carriera e degli onori. Gesù ci mette in guardia da tutte queste fragilità e si propone come pietra angolare su cui costruire la vita.


Non fa mistero circa ciò che attende colui che intende fondare la propria vita su di Lui: la Croce sarà sempre la sua compagnia. “Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me non può essere mio discepolo”.
Mettere Cristo come fondamento della propria esistenza e con la Croce sulle spalle seguirlo è il progetto di chi vuol costruire una vita cristiana. Gesù non promette facili felicità ma ci assicura che non ci lasciera’ mai soli nel pellegrinaggio della vita.

Dio personalmente guida chi si affida alla sua Grazia. ”Nessuno può conoscere il volere di Dio. I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni”. Per questo le costruzioni degli uomini sono fragili e caduche mentre chi costruisce con Dio rimane in eterno.

Solitamente Dio non partecipa il progetto completo della nostra vita ma momento per momento, giorno per giorno ci suggerisce cosa fare. Direi che costruisce la torre mattone per mattone senza neppur conoscere l’altezza della torre a cui potremo arrivare. Il segreto è che Dio è l’unico progetto e chi sceglie Dio sceglie di entrare nel suo progetto di salvezza in cui assegna a ciascuno il suo posto.

La sapienza ci garantisce “così furono raddrizzati i sentieri di quelli che sono sulla terra, gli uomini ammaestrati in ciò che è gradito e furono salvati per mezzo della Sapienza”.

Copyright © 2022 giuseppemani.it - Powered by NOVA OPERA