Incontrare il Risorto

Pasqua 2022

Incontrare il Risorto

Tutto il giorno di Pasqua è investito dalla presenza del Signore: la sua vita di risorto, scoccata nel mistero della notte, si manifesta attraverso il succedersi delle apparizioni durante tutta la giornata fino a sera. Gli apostoli, anche se già trascinati dalla grazia della resurrezione, non erano ancora completamente consapevoli, come registra il vangelo: “Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti” (Gv 20,9).

Poi  Pietro capirà benissimo cosa era accaduto - c’era stata di mezzo la Pentecoste - e riusciva anche, in una certa misura, a spiegarlo agli altri. Il mattino di Pasqua ancora non lo aveva capito e non sentiva nelle vibrazioni delle Parole del Pentateuco, dei Profeti e del Salmi la rivelazione manifesta di ciò che stava accadendo.

Questa situazione ci pone dinanzi alla nostra condizione di cercatori di Dio.

Nella Messa e in tutta la liturgia cantiamo esultanti la resurrezione del Signore, ma questa gioia  cozza contro la difficoltà personale ad incontrare il Risorto. Eppure sappiamo che il Vivente è Vivente, vive qui non solo in noi, ma tra noi. Questa sua vita e questa sua presenza in noi, tra noi, a capo della nostra assemblea, a capo di tutta la Chiesa, in tutto il mondo, di tutte le sue membra attuali e potenziali sono tali perché scaturiscono dalla vita e dalla presenza del Cristo nel Padre.

L’Apostolo ci dice: “Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio.  Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra;  poiché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio.  Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati nella gloria” (Col 3,1-4).

La presenza di Cristo è realissima, estremamente operante, verrebbe da dire, senza iperbole, ancora più operante e più efficace di quanto non fosse la presenza del Cristo storico nei giorni della sua vita terrestre. Questa presenza però è nascosta e noi riusciremo a vederla nella sua gloria e nella sua efficacia operante solo se accettiamo questo nascondimento suo e nostro.

Cristo siede alla destra di Dio, ma voi, dice san Paolo, siete morti a tutto ciò che non è Cristo e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Questa è la pregiudiziale.

Pietro e Giovanni, pur trascinati dalla grazia della Resurrezione, non avevano ancora l’evidenza del Cristo, perché ancora non avevano abbandonato il modo umano di cercarlo. C’è una pregiudiziale, uno scarto che condiziona tutto: se noi cerchiamo un Cristo presente lo troviamo, ma se cerchiamo un Cristo presente alla maniera umana non lo troviamo.

E’ il problema fondamentale della nostra ricerca di Dio. Dio è presente e vuol farsi conoscere per entrare in comunione con noi, ma non si farà conoscere alla maniera umana, bensì divina. E’ presente come forza vivificante di resurrezione e di vita.

Pensiamo alla situazione che abbiamo vissuto nell’ultima pandemia. Quante preghiere sono state rivolte a Dio. Avremmo desiderato una sua parola che mettesse fine a tanta sofferenza. Quindi abbiamo chiesto di allontanarci dalla croce, a Lui che ci ha detto che portare la Croce è la condizione essenziale per seguirlo. Come si è fatto presente Dio? Quale è stata la sua risposta? Sicuramente suscitando nel cuore dei suoi fedeli lo spirito di servizio e di amore verso i malati e i bisognosi, sostenendo le intelligenze dei ricercatori per scoprire il vaccino adatto e concedendo pazienza e fortezza a coloro che erano colpiti dal male. Dio è presente alla maniera sua e il suo modo caratteristico è quello del nascondimento. Dio non interviene mai in maniera clamorosa, tanto da togliere  all’uomo la gloria di aver conquistato qualcosa, ma come il lievito nella massa di farina che non si vede, ma anima tutta la massa.

Umanamente parlando, era ovvio che la mattina di Pasqua il Risorto facesse il giro di tutti coloro che lo avevano messo a morte, perché si rendessero conto di quello che avevano fatto e magari per vendicarsi. Dio invece non agisce così, ma è presente come il lievito nella massa di farina e come il granello di senape che fruttifica.

Lo stile di Dio è anche lo stile di coloro che sono risorti con Lui: “Vivere nascosti con Cristo in Dio”. La comunità dei risorti sarà caratterizzata dal lavoro, dal dare vita e dal nascondimento che cela la potenza di Dio che opera in essa per cambiare il mondo.

Copyright © 2022 giuseppemani.it - Powered by NOVA OPERA