Gesù Nostro Salvatore

V Domenica del T.O.

Gesù Nostro Salvatore

“Il Regno di Dio è vicino!”: è la scintilla di tutta la predicazione apostolica. I primi cristiani hanno proclamato la Buona Novella. Oggi questo fervore si è un po’ raffreddato. Eppure Cristo è, oggi come ieri, vittoria sul male e potenza di salvezza. Ascoltiamo allora le letture che ci vengono proposte per oggi.

Giobbe, ovvero la saggezza di un povero.
Giobbe è per tutti i tempi l’uomo caduto nella prova. Una figura sufficientemente generale per rassomigliare ad ogni essere umano. “ La vita dell’uomo sulla terra è fatica”: è il lamento di un uomo nella depressione. Un’esistenza senza sapore, né orizzonti. Non è la situazione di molti contemporanei? La Bibbia ci presenta Giobbe circondato da amici che lo assalgono con i loro discorsi e le loro spiegazioni. La lettura termina con questa bella invocazione: “Aiutami tu Signore! La mia vita non è che un soffio e i miei occhi non vedranno più il bene”. Giobbe è passato dalle considerazioni all’invocazione.
Giobbe è questo povero che mette in luce i limiti dell’uomo e non si ripiega su se stesso, ma si apre a colui che gli è maestro di vita. Invece di soffermarsi alla ricerca delle origini del male, Giobbe si rivolge verso Colui che è l’origine della vita. Invoca con tutte le forze Colui che può salvarlo. La storia di Giobbe è eclatante per l’uomo di oggi.
Dobbiamo accettare di non saper cosa dire dopo la grande malattia. Le persone nella prova hanno bisogno di essere ascoltate, perché davanti al male la presenza vale più che il tentativo di spiegazione. E la nostra presenza può essere segno della presenza del Cristo Salvatore se sappiamo essere trasparenza della Sua presenza. Il Signore conta su di noi per essere segno della sua Presenza.

Paolo, cooperatore dell’opera di Dio.
L’apostolo Paolo percorre lo stesso cammino quando dice: “Mi son fatto tutto a tutti per guadagnare il maggior numero possibile”. Così possiamo rivelare il Volto del Cristo Salvatore per raggiungere i deboli e i piccoli. San Paolo era un temperamento bollente e stupisce sentigli dire: “Ho condiviso la debolezza dei più deboli per guadagnare anche i deboli.” A dire la verità, San Paolo sa a quali disastri può condurre un progetto personale in nome della Religione. Ne ha fatto un’esperienza dolorosa. Nel nome di una certa idea di Dio e di un certo ordine che ne deriva, era diventato persecutore dei cristiani. E lo faceva in nome di un certo ideale religioso, di una certa idea di Dio. Fino al giorno in cui incontrò in maniera brutale quel Gesù che perseguitava attraverso i cristiani.
A più riprese San Paolo sottolinea l’opposizione tra la sapienza del mondo e la sapienza di Dio. Gli itinerari di Giobbe e di san Paolo si riuniscono su questo punto. Giobbe da lontano prepara il cammino del Vangelo. Questo vangelo non viene come una risposta facile ai problemi, ma come la Presenza di Colui che viene a salvarci.

Gesù, Maestro di vita.
Gesù è venuto a proclamare la Buona Novella e anche questa Parola si rivela potente contro il male. Domenica scorsa nella sinagoga di Cafarnao liberò un indemoniato e dimostrò che il Regno di Dio è vicino. Adesso guarisce la suocera di Pietro, senza che lei gli abbia chiesto niente. E’ l’entourage che si interessa a lei e Gesù, senza dir niente, la guarisce. San Matteo dice soltanto che “la mise in piedi tenendola per mano e la febbre la lasciò”. Da notare che in greco il verbo “mettere in piedi” è il verbo usato per la resurrezione. Con questa donna tutto era morto e con Gesù arriva la Resurrezione. La sera Gesù guarisce ogni sorta di malattie e caccia molti spiriti cattivi.
San Marco presenta tutta la missione di Gesù come una manifestazione del Regno di Dio in parole ed atti. Questa missione di Gesù qualifica la missione dei cristiani: dimostrare in parole ed opere che è già in atto un mondo nuovo.

Per realizzare questo, sono necessarie due cose:

- Trasparenza allo Spirito Santo. Abbiamo la gioia di essere invitati a cooperare all’opera di Dio stesso.

- Fiducia nella missione del Vangelo. Con la Sua Parola Gesù agisce con potenza per liberare e per salvare. Ciò che dice San Paolo è ancora vero: “Il Vangelo è la potenza di Dio per la salvezza di ogni uomo”.

 

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