Categoria: Buona novella

Dio è Amore

Dio è Amore

Festa della S.S. Trinità

“Dio è amore” scrive San Giovanni ma non è solo da intendere nel senso che Dio ci tratta con tenerezza, misericordia e sollecitudine. La rivelazione  centrale di tutto il Nuovo Testamento ci introduce nella vita intima di Colui del quale non si conosce niente della sua vita intima ma solo i suoi interventi a favore degli uomini.   Ecco la rivelazione: Dio –Padre, Verbo e Spirito- è, come si osa dire, una famiglia in cui ci si ama, una famiglia costituita da questo amore stesso, dono infinito, dono reciproco, abisso di luce abbagliante. 

Pentecoste 2018

Pentecoste 2018

“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e cosa desidero se non che si accenda?” Questo desiderio di Cristo era stato preannunciato dal Battista: ”viene Colui che è più forte di me…. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3,15)
Eccoci arrivati al culmine del nostro cammino spirituale che dalle Ceneri, per cento giorni, ha riassunto tutta la storia della salvezza. E’ la Pentecoste, il giorno in cui viene dato all’uomo la pienezza di Dio, entra nel mondo la Potenza dello Spirito.

Ascensione di Gesù al cielo

Ascensione di Gesù al cielo

Dove guardare : verso il cielo o verso la terra? Siamo continuamente tentati di fare una scelta di orientare il nostro sguardo. E’difficile trovare un equilibrio. Quando cerchiamo di trovare la buona “lunghezza di onda” per la nostra vita cristiana e spirituale ci sentiamo più di una volta strattonati. Il rischio di rimandare a più tardi la scelta è effettivo. L’impegno alla sequela di Cristo ci impone una scelta. Cosa ci propone la festa di oggi?
Ci suggerisce di non perdere troppo tempo in meditazioni interminabili che potrebbero risultare vane. In effetti scegliere l’uno contro l’altro sarebbe una scelta distruttrice del Regno di Dio.
Ciò che piuttosto dobbiamo dire è che siamo rivolti verso un avvenire al di la del domani immediato ma che non potrà essere intravisto che attraverso il domani e che non si realizzerà che attraverso di esso.

È difficile amare

È difficile amare

VI Domenica di Pasqua

Tutte le domeniche di Pasqua sono caratterizzate dalla meditazione sull’amore. Perché alla luce della Pasqua non si agisce e non si può agire che per amore. E’ l’amore che presiede il gesto di Cristo che sul Golgota conclude il cammino della Palestina. Amore, un tema universalmente condiviso, un desiderio  universalmente partecipato, un tormento non meno universale.

La vite e i tralci

La vite e i tralci

V Domenica di Pasqua

L’immagine della vite e dei tralci è carica di contenuto. Non è una parabola ma un’allegoria che ci spiega la vita nuova in Cristo, la vita di adesione a Lui, la vita che fluisce da Cristo a noi. “Io sono la vite, voi i tralci”. Cristo Crocifisso e risorto è la vita. La vite che comunica la linfa che è lo Spirito Santo.

Io sono il buon pastore

Io sono il buon pastore

IV Domenica di Pasqua

Il vangelo di questa domenica si riferisce ad un uso pastorale dell’epoca di Gesù. Le pecore durante la notte venivano custodite dentro un unico recinto. Al mattino ciascun pastore si metteva sulla porta dell’ovile per prendere le sue pecore e condurle al pascolo.
Le pecore non potevano sbagliarsi perché riconoscevano la voce del suo pastore e non correvano il pericolo di sbagliar pastore perché il pastore le chiamava ciascuna per nome. Una vera specie di appello. Durante la mia esperienza in Sardegna ho avuto la gioia di assistere a questo bello spettacolo.

Pace a voi!

Pace a voi!

III Domenica di Pasqua

Gi apostoli avevano difficoltà ad accettare la Resurrezione, a creare quella disposizione del cuore che Gesù stesso cercò di creare. E’ comprensibile che fossero turbati per degli avvenimenti così imprevisti, rapidi e insperati. Quando si incontravano tra di loro parlavano sempre della stesso tema insistendo sul ricordo del passato. Era difficile pensare a Gesù in vita. Lo consideravano ancora morto.
La testimonianza di Maria Maddalena e dei due di Emmaus ma soprattutto fu definitiva quella di Simone che sosteneva di averlo visto e udito. “La fede viene dall’ascolto”.

Mio Signore e mio Dio

Mio Signore e mio Dio

Domenica in Albis 2018

“Tommaso, uno dei dodici non era con loro, quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli ”Abbiamo visto il Signore”: E gli apostoli gli raccontarono che avevano visto le sue mani e il costato, aveva imposto una grande pace nel loro cuore, e come aveva dato loro il potere di rimettere i peccati. Tommaso, uomo diffidente timido, insicuro e pessimista, deve essersi sentito mortificato per non essere stato con loro in quel momento. “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e nel suo fianco, io non credo”. Forse si era allontanato colpevolmente dalla sua comunità e se ne era andato per conto suo.

Il Signore è veramente risorto

Il Signore è veramente risorto

Pasqua 2018

E’ risorto! E’ una notizia talmente sconvolgente che corriamo anche noi al sepolcro a vedere cos’è successo e l’evangelista Matteo ci spiega gli eventi di quella notte.

I farisei aveva chiesto all’autorità di mettere delle guardie al sepolcro perché non rubassero la salma e poi dicessero che era risuscitato come “quell’impostore aveva detto”. E c’erano le guardie a custodire il sepolcro quando “un angelo del Signore si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa”. Alle donne che erano venute al sepolcro l’angelo disse “So che cercate il Crocifisso. Non è qui. E’ risorto”.

Domenica delle Palme

Domenica delle Palme

2018

Gesù è un uomo libero. Gesù è l’uomo libero.
L’esperienza della domenica delle Palme lo dimostra: talvolta adulato, poi denunciato e infine caricato della Croce!

La salvezza comincia nel coltivare umanamente e spiritualmente la migliore libertà
possibile nei confronti dei desideri degli altri: noi non viviamo dei desideri degli altri su di noi. E’ Narciso che si comporta così ed è una tragedia perché questo desiderio degli altri è talmente cangiante che uno passa tutta la vita dalla gloria alla croce….ed è la vana gloria come si diceva una volta.

È giunta l'ora

È giunta l'ora

V Domenica di Quaresima

Giunti alla quinta tappa di preparazione alla Pasqua l’attenzione si concentra sui sentimenti e le angosce di Gesù e il suo abbandono filiale al Padre negli ultimi giorni che precedono la passione.

E’ giunta l’ora in cui il Figlio dell’uomo deve essere glorificato”(Gv 2,4). Gesù spesso ha evocato quest’ora. Evocare l’ora è consacrare la vocazione fondamentale di un essere umano. Così è della donna che prova i dolori del parto ma si sente felice perché si sente completa, è arrivata l’ora del compimento della sua femminilità.

Dio salva

Dio salva

IV Domenica di Quaresima

Le letture di questa domenica pongono un problema alla nostra fede: i guai che ci affliggono sono una punizione di Dio  per i nostri peccati o no? E’ stato detto che perfino il terremoto era mandato da Dio per punirci. Certamente tra la concezione di Dio che “fa scontare i suoi sabati violati” come si legge nella prima lettura tratta dal libro delle cronache e l’affermazione di Giovanni “Dio ha mandato suo Figlio nel mondo non per giudicare il mondo ma per salvarlo per mezzo di Lui”, come ha salvato il suo popolo dal morso dei serpenti nel deserto,  appare la convinzione che “Dio è ricco di misericordia” (Ef 2,4).

Il vero Tempio di Dio

Il vero Tempio di Dio

III Domenica di Quaresima

“Ecco io faccio nuove tutte le cose”(Ap 21,5) . Il tempo di quaresima ci aiuta a passare dalla morte alla vita, dall’inverno del peccato alla primavera della grazia. Bisogna morire a noi stessi, ai propri idoli per vivere come uomini nuovi abitati dal Dio Vivente.

La Pasqua a cui aspiriamo ci rinnova completamente. Si inaugura un tempo nuovo per una terra nuova e un cielo nuovo.  (Ap 21,1) Cantiamo a Dio un canto nuovo, che solo i giusti possono cantare. Gesù ci dona il comandamento nuovo, quello dell’amore che porta alla perfezione la legge dell’antica alleanza. Il suo insegnamento è nuovo, Gesù berrà il vino nuovo e anche noi berremo il vino nuovo come alle nozze di Cana. In Cristo siamo divenuti anche noi uomini nuovi.

La trasfigurazione

La trasfigurazione

II Domenica di Quaresima

Quando qualcuno ci sorride, il suo volto cambia, è come irradiato da una luce interiore. Qualcosa di più profondo traspare: il suo amore per noi. E’ meraviglioso da vedere! Come non desiderare di far sorridere gli altri? Si stabilisce una connivenza, una comunione libera e vera che fa intravedere la bontà.
Gesù si trasfigura e i suoi discepoli vedono il suo essere d’eternità, la sua luce interiore, il suo amore infinito che non cessa di riempire il suo cuore. Il suo corpo ne è irradiato.

Messi alla prova

Messi alla prova

I Domenica di Quaresima

L’argomento di questa prima domenica di quaresima è obbligato: la nuova traduzione del Padre nostro: che è la principale preghiera del cristiano. La problematica che ne è sorta circa la traduzione è importante: preoccupa il fatto che si possa ritenere che per secoli la chiesa abbia pregato con una preghiera ritenuta da qualcuno addirittura ereticale. Ma stiamo scherzando “Lex orandi, lex credendi”, la preghiera è la più alta espressione della propria fede; è mai possibile che Dio abbia permesso che i suoi figli lo abbiano offeso anziché onorato?
Chiariamoci le idee.

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