Categoria: Buona novella

Diventare discepoli di Cristo

Diventare discepoli di Cristo

XXV Domenica del T.O.

Ha avuto una certa audacia l’evangelista Marco nel presentare questo episodio piuttosto impegnativo: Gesù annuncia la sua passione, le sue sofferenze e la sua morte ormai imminente e gll apostoli continuano a discutere di potenza e di potere, Gesù cammina risolutamente verso Gerusalemme dove lo attende la Passione e i dodici cercano gli onori. Gesù li interroga “Di che cosa parlavate lungo la via?” E loro ovviamente tacevano. Eran fatti della stessa umanità come la nostra soggetti alle medesime ambizioni e tentazioni.

Chi è Gesù?

Chi è Gesù?

XXIV Domenica del T.O.

Il Vangelo di oggi ci ripropone la questione dell’identità di Gesù. Ogni uomo di buona volontà deve riconoscere che è un uomo “che viene dall’alto”, Colui che il Padre ha inviato. E’ il primo passaggio abbligato della fede. Ora c’è da fare il secondo: riconosciuta l’origine e l’identità di Gesù non si tratta che di seguirlo dove Egli va: verso la Pasqua, cioè a dire attraverso il male umano. Gesù pone questa questione a Cesarea di Filippo, la città più a nord di questo viaggio. I suoi apostoli lo hanno accettato e ricosciuta la sua identità, accettano di seguirlo anche a malincuore sulla via della Pasqua.

La vendetta di Dio

La vendetta di Dio

XXIII Domenica del T.O.

La prima lettura di questa domenica parla della vendetta di Dio. “Ecco il vostro Dio: giunge la vendetta!”. Nutriti come siamo del messaggio di Cristo l’affermazione di Isaia ci stupisce non poco anche se non è raro sentir parlare di un Dio vendicativo da certi profeti di sventura. Come è possibile attribuire a Dio un sentimento così orribile come la vendetta? Si pensa ad una metafora. Ma questa vendetta non è come quella degli uomini, non assomiglia alla nostra.

L'interiore e l'esteriore

L'interiore e l'esteriore

XXII Domenica del T.O.

Il Vangelo di oggi ci presenta due problemi: la questione della tradizione che soppianta i comandamenti e la questione di ciò che sporca l’uomo.

La prima questione: la tradizione. Il Deuteronomio lega le prescrizioni alla prossimità di Dio. Nella prima lettura si parla di tutti i comandamenti e le norme. Con questo non si designa soltanto i comandamenti ma anche tutte le prescrizioni legali compreso lavarsi le mani prima del pranzo; ciò che Gesù chiama “le tradizioni degli antichi”. “Qual’ è la grande nazione di cui Dio sia vicino come il Signore?”. Le prescrizioni avevano lo scopo di inserire la fede e il culto in tutti i dettagli della vita, anche i più piccoli. Tutto è religioso per Israele, tutto è occasione per una relazione con Dio. Questo non è affatto sorpassato: è vero che la nostra fede, la nostra speranza e il nostro amore si giocano in tutto, in tutte le cose. Tutto è compreso nell’Alleanza. Allora perché Gesù critica queste tradizioni?

La fede alla prova

La fede alla prova

XXI Domenica del T.O.

Un’altra volta Pietro è insorto contro Gesù che prediceva la sua passione “Questo non avverrà mai” Oggi vediamo la maggioranza dei discepoli rifiutare il doppio discorso di Gesù: la rivelazione del fatto che egli viene dal cielo, l’annuncio del dono della carne e del sangue, l’affermazione che questa passione–resurrezione è nutrimento per l’uomo. Le parole di Cristo operano una divisione tra credenti e non credenti, tra coloro che si lasciano attirare dal Padre e coloro che non si lasciano attirare.

Il Corpo offerto

Il Corpo offerto

XX Domenica del T.O.

Nel primo discorso di Gesù che abbiamo ascoltato domenica scorsa, ricevere il pane venuto dal Padre significava “Credere in Colui che ha mandato”. Si tratta di lasciarsi guidare dalla Parola e lasciarsi creare da essa.
Oggi il paesaggio cambia: si tratta di “mangiare il corpo e bere il sangue”. Questo non vuol dire semplicemente di “andare alla Messa e far la Comunione”: Sarebbe ridurre considerevolmente la portata delle parole di Gesù e di ridurre tutto ad un rito da compiere, ad una celebrazione. Non si tratta di svalorizzare l’Eucarestia ma di far apparire ciò che si nasconde sotto il rito, ciò che significa.

La Vergine assunta in cielo

La Vergine assunta in cielo

La verità dell’Assunzione di Maria S.S. al cielo in corpo e anima costituisce una delle certezze mistiche che ci aiutano a non sbagliare sul giudizio sulla creazione e sul suo comportamento di fronte al destino di se stesso e dell’universo. L’Assunzione di Maria non è un sogno che dice all’uomo: quaggiù hai una vita difficile però lassù starai meglio, tutto cambierà.

Il Pane disceso dal cielo

Il Pane disceso dal cielo

XIX Domenica del T.O.

Il pane che viene dal cielo si potrebbe interpretare come dono imprevisto, inatteso, immeritato. E’ come se Gesù dicesse: io vi sono stato donato e voi non avete fatto niente per me. La parola “cielo” vuol dire che il dono viene da Dio.
Gli uditori di Gesù protestano, sanno che viene dall’umanità, dalla terra. Gli evangelisti descrivono il suo albero genealogico. Soltanto che i suoi uditori non possono capire che il Cristo possa venire sia dalla terra e venire da Dio.

Pane e Vita

Pane e Vita

XVIII Domenica del T.O.

Questa domenica ci viene presentato di nuovo l’interrogativo fondamentale alla fede d’Israele “ Si o No” Credete in Dio o preferite gli idoli?. E’ la questione sempre attuale ed è la stessa che Gesù pose prima della moltiplicazione dei pani “Come potremo comprare del pane perché abbiano da mangiare?”. Anch’essi erano in un luogo deserto. Deserto, immagine della vita, luogo della tentazione e del dubbio: luogo della solitudine. Dio è là? Israele vuole dei segni, la fede in lui non gli basta. E Dio, docile alle loro esigenze, da dei segni ma sono nuove prove per la loro fede.

Dio nutrimento

Dio nutrimento

XVII - Domenica del T.O.

Nel vangelo di Giovanni la moltiplicazione dei pani e dei pesci ha un significato particolare. Gli esegeti ritengo che rimpiazzi la narrazione delle tentazioni di Gesù nel deserto assenti e nel IV vangelo.: Gesù moltiplica i pani (Fa che queste pietre diventino pane); cammina sull’acqua ( segno equivalente a gettarsi dal tempio), si vuol fare re (Tutti i regni della terra io ti darò). Gesù fugge la tentazione e fa u discorso che scoraggia i suoi uditori e definirà la sua missione come un dono della sua carne e del suo sangue cioè della sua vita. La moltiplicazione dei pani è mal compresa dai beneficiari , per Cristo è l’annuncio simbolico della Pasqua.

Pecore senza Pastore

Pecore senza Pastore

XVI Domenica del T.O.

La lettura di Geremia è un bilancio, è la costatazione del fallimento dei pastori d’Israele (re, capi e notabili). L’intero popolo, ciò che restava, è deportato in Babilonia. Questo fallimento del Regno e la certezza che Dio non può smentire la sua Alleanza fa nascere la speranza di un Re-Messia. La prima lettura ci mostra il popolo che cerca disperatamente qualcuno di cui fidarsi. Sedotti da Gesù non gli lasciano neppure il tempo per mangiare.

Il Vangelo disarmato

Il Vangelo disarmato

XV Domenica del T.O.

I dodici, deboli e poveri, nel mondo. Questa immagine dei discepoli che girano per il mondo senza bagagli, col loro messaggio come unica ricchezza, unicamente occupati ad incontrare altri uomini, ha sedotto generazioni di giovani credenti. “Non preoccupatevi di ciò che mangerete o di ciò di cui vi vestirete”(Mt 6,25). La libertà dei movimenti, la liberazione dalla servitù del consumo, la libertà di itinerario, il mondo aperto. Gli ordini mendicanti hanno preso questo alla lettera almeno per un tempo. Oggi si son dovuti contentare di conservarne lo spirito: non siamo più in Palestina nell’anno zero. Cosa può dirci il Vangelo di oggi?

Così parla il Signore Dio

Così parla il Signore Dio

XIV Domenica del T.O.

Dalla prima lettura apprendiamo che Dio parla ma gli Israeliti non sentono che Ezechiele. Dio non lo sentiranno mai direttamente. Dio passa sempre attraverso qualcuno; la sua opera si compie sempre attraverso le parole , le scelte e gli atti di uomini. Dio parla ma noi non sappiamo niente se degli uomini , nella loro fede, avevano scelto di scrivere dei libri della Bibbia. E questi libri sono i loro libri: sono segnati dal loro temperamento, dai loro problemi, dai loro pregiudizi. Per tanto tempo gli uomini biblici hanno dubitato dell’unicità di Dio, e ancor più sulla “vita eterna”.

Dio vuole la vita

Dio vuole la vita

XIII Domenica del T.O.

La prima lettura rompe con le divinità di tutte le religioni e anche con la falsa idea che alcuni hanno di Dio di Israele. Ci invita a sbarazzarci definitivamente di un Dio punitore, di un Dio che esige la sofferenza. Quanti cristiani immaginano che “più è difficile, più costa, più è gradito a Dio”? Il nostro vangelo ci mostra Dio nemico della sofferenza umana. Certamente lui sa che abbiamo da soffrire nel mondo ma non canonizza questa sofferenza e soprattutto non l’attribuisce al Padre. Se si fa soffrire, se si perseguita, se si giudicano i fratelli è perché non si conosce Dio.

Il Suo Amore ci precede

Il Suo Amore ci precede

Natività di San Giovanni Battista

Gli psicologi sono unanimi nell’ammettere che un bambino per crescere in maniera equilibrata deve avere un padre e una madre. Il nome del padre, che porta è un punto essenziale di accesso alla sua identità.
Il vangelo di questa domenica ci rivela qualcosa di molto importante: il bambino che sta per nascere non riceve il nome di suo padre: Tutti i vicini sono sorpresi da questo. Al fanciullo il nome viene dato dalla madre e dal padre. La cosa rivela che la decisone viene da Dio. Zaccaria ed Elisabetta danno al bambino un nome che non è familiare.

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