Categoria: Buona novella

Sul Tabor

Sul Tabor

II Domenica di Quaresima

Dopo essere stati con Gesù nel deserto, il Signore ci invita a salire insieme a Lui sul monte Tabor per una esperienza necessaria per affrontare la vita. Nel deserto ci siamo riconosciuti tentati dal diavolo, con la triste possibilità di soccombere alle sue tentazioni; oggi siamo invitati a salire per scoprire chi realmente siamo, perché il rischio di dimenticarcelo incombe continuamente su di noi. Gesù invita Pietro, Giacomo e Giovanni a salire con Lui per manifestare loro la Sua gloria.

Il diluvio, l’acqua e le tentazioni

Il diluvio, l’acqua e le tentazioni

I Domenica di Quaresima

Niente di più attuale  dell’argomento del diluvio che Dio ha mandato per punire l’umanità. E’naturale pensarlo nella condizione di pandemia: è Dio che ce l’ha mandata per punirci e per ripulire questa umanità fatta di egoismi e di peccato. Niente di più falso. Quando la bibbia parla di peccato lascia sempre aperta la porta alla salvezza. Più che parlarci di diluvio la parola di Dio vuole assicurarci da parte di Dio “Stabilisco la mia alleanza con voi; non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra”. “Il mio arco che pongo sulle nubi sarà segno dell’alleanza tra me e la terra”. 

Se vuoi puoi guarirmi!

Se vuoi puoi guarirmi!

VI Domenica T.O.

Possiamo riconoscerci in quest’uomo? Impossibile! E’ un lebbroso… Quest’uomo va incontro a Gesù e cade ai suoi piedi. La tradizione della Chiesa non cessa di vedere nella lebbra l’immagine del peccato. E nel lebbroso l’uomo peccatore. Riflettiamo allora sul senso del peccato oggi. Noi siamo dei lebbrosi, perché effettivamente il peccato ha gli stessi effetti della lebbra, questa terribile malattia che distrugge il corpo dell’uomo, lo sfigura e lo disumanizza. Ugualmente il peccato, quando gli lasciamo posto, entra istintivamente nei nostri ingranaggi, ci disumanizza e distrugge l’immagine di Dio che è in noi.

Gesù Nostro Salvatore

Gesù Nostro Salvatore

V Domenica del T.O.

“Il Regno di Dio è vicino!”: è la scintilla di tutta la predicazione apostolica. I primi cristiani hanno proclamato la Buona Novella. Oggi questo fervore si è un po’ raffreddato. Eppure Cristo è, oggi come ieri, vittoria sul male e potenza di salvezza. Ascoltiamo allora le letture che ci vengono proposte per oggi.

Il nemico è vinto … quasi!

Il nemico è vinto … quasi!

IV Domenica del T.O.

“Dite bene o dite male, … ma parlate di me!” diceva un politico. E’ il disinteresse la cosa peggiore per un uomo. Non è lo stesso per il Maligno, che è molto più coriaceo,  per cui val la pena guardare da vicino l’esorcismo che fa Gesù. Siamo all’inizio del vangelo di Marco.

Nel deserto Gesù è già stato tentato dal diavolo. Qui affronta “uno spirito immondo”. Nella missione di Gesù gli esorcismi sono più importanti delle guarigioni dai mali fisici, perché la liberazione essenziale che egli apporta è quella dal peccato e dal Maligno.

Pescatori di uomini

Pescatori di uomini

III Domenica T.O.

La scorsa domenica abbiamo incontrato Gesù che stava organizzando l’organico della sua opera: alcuni che stessero con Lui. Furono loro stessi a cercarlo, su indicazione del Battista. Oggi continua: chiama alcuni a seguirlo allo scopo di farne “pescatori di uomini” e loro  “subito, lasciate le reti lo seguirono”.

I primi chiamati

I primi chiamati

II Domenica del T.O.

Gesù inizia il suo ministero pubblico. Dopo aver ricevuto dal Padre l’investitura al fiume Giordano,  comincia a preparare i quadri della sua futura organizzazione. Fu Giovanni a offrirgli il primo personale quando “fissando lo sguardo su Gesù che passava disse: Ecco l’Agnello di Dio”. E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù”. Cominciò la sequela di Cristo che si sarebbe ripetuta milioni di volte nella storia: sempre la stessa, con la stessa modalità, senza cambiamenti, nonostante l’evolvere dei tempi. I due, Andrea e Giovanni, seguirono Gesù, videro dove abitava e si “fermarono presso di Lui”.

Il Battesimo di Gesù

Il Battesimo di Gesù

2021

Dopo l’esperienza del Natale, che abbiamo vissuto accompagnati dalla liturgia, un velo di silenzio si stende su Gesù e la sua avventura umana. Un velo che lo copre nella normale vita di Nazareth per trenta anni.

Epifania del Signore

Epifania del Signore

2021

Questa festa dell’Epifania è la nostra festa. Non dei Re Magi, che con i loro doni raggiungono il presepio, ma la nostra: quella di tutti coloro che non fanno parte del popolo eletto, pagani, agli occhi dei giudei di stretta osservanza, ma sempre invitati alla Grotta del Signore. Festa degli stranieri, degli emigrati, di coloro che non avrebbero potuto essere là e di tutti coloro che hanno avuto problemi per integrarsi  convenientemente col popolo eletto.

Generato dal Padre

Generato dal Padre

II Domenica dopo Natale

Durante la celebrazione del Natale abbiamo ascoltato più di una volta il racconto della nascita di Gesù a Betlemme, generato dalla Vergine Maria, secondo gli evangelisti Luca e Matteo. Gli stessi evangelisti, a cui dobbiamo aggiungere Marco, ci fanno conoscere poi meglio, durante la narrazione del suo ministero, la sua origine divina. Giovanni invece comincia la sua narrazione da prima della sua nascita nel tempo, dal seno del Padre, per finire annunciando che questi, il Verbo di Dio Padre, che da tutta l’eternità era presso Dio e che era Dio Egli stesso, si era fatto carne ed era venuto ad abitare in mezzo a noi. 

La Madre di Dio

La Madre di Dio

2021

Una delle caratteristiche della fede cristiana è la devozione alla Madonna. Una devozione talmente radicata e profonda da far dire ai protestanti che siamo più mariani che cristiani. Anche Karol Wojtyla si pose il problema se non esagerasse nella sua devozione alla Madonna, ma lo risolse approfondendo che essere devoti della Madonna significa essere legati a Cristo e continuò a vivere unito al suo “Totus tuus”  che fu la sua sicurezza per la vita. Anche le immagini più belle della nostra fede sono di Maria. Perché? Qual è la ragione di questa centralità di una donna della fede nell’unico Dio?

La famiglia di Gesù

La famiglia di Gesù

27 dicembre

“Chi vede me vede il Padre mio”. Con questa fede entriamo nella capanna di Betlemme a vedere Dio in persona, adorarlo e rimanere stupiti. Siamo abituati a pensare al Paradiso come alla casa di Dio ed è vero: Betlemme è il suo paradiso, il luogo in cui si compiace di abitare e rivelarsi. L’ornamento della casa di Dio è costituito da poche cose, anzi da niente di ciò che abitualmente appartiene ad una normale famiglia che accoglie un bambino.

Natale 2020

Natale 2020

25 dicembre

Natale è la festa della identità cristiana. In questo tempo provvidenziale di avvicinamento delle religioni che noi viviamo, anche se l’ecumenismo è in un momento di stasi, per tenere aperto un vero dialogo con tutti i fratelli delle altre confessioni è importante  avere chiara la propria identità e conoscere bene la verità in cui crediamo. Dio ama tutti gli uomini, vuole tutte le religioni,  ha detto Papa Francesco. Tutti gli uomini sono stati redenti dal sangue di Cristo, tutti siamo figli di Dio, ma possono dirsi cristiani non quelli che riconoscono l’unico vero Dio e lo adorano chiamandolo Allah, Yahvè, o Padre di Gesù Cristo, ma soltanto coloro che credono che Dio è diventato uomo e si è chiamato Gesù. Che l’uomo Gesù  nato da Maria era il figlio naturale di Dio e perciò stesso vero Dio e vero Uomo. Questo è il significato del Natale, quando facendo la professione di fede dichiariamo: “Si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatta uomo”.

Prepariamo il Natale 2020

Prepariamo il Natale 2020

24 dicembre 2020

Per sette anni ho celebrato il Natale a Sarajevo tra i militari e ogni anno si ripeteva lo stesso itinerario: giungevo all’aeroporto verso le h. 17.00 e attraversavo la città, fino alla caserma Tito Barrak, dove ci aspettava la cena e la veglia per le confessioni che si concludeva con la Messa  di Mezzanotte.  La città, in prevalenza musulmana, era tutta illuminata a festa, anche le numerose moschee da dove, all’ora del tramonto (mentre io stavo passando), i muezzin invitavano alla preghiera con la stessa formula: «Allah è grande!». Dicevo tra me e me: «È vero, ma si è fatto bambino, per essere piccolo come noi!». Questo loro non lo accettavano, eppure verrà un giorno in cui «tutti riconosceranno che Gesù Cristo è il Signore a gloria di Dio Padre!» . Tutte le religioni sono gradite a Dio, volute da Dio, ha detto Papa Francesco, ma in cammino verso questo riconoscimento che è la Verità.

Ecco la serva del Signore

Ecco la serva del Signore

IV Domenica di Avvento

Oggi il vangelo ci presenta la terza amica dell’Avvento: Maria. A differenza di Isaia e del Battista Lei non ci annuncia la venuta del Signore ma ce lo dona ed è così che si presenta a noi per insegnarci come fare Natale di Gesù, come farlo nascere e come donarlo al mondo.
Natale non è il compleanno di Gesù Bambino o il semplice ricordo della sua nascita in questo mondo ma la vera e reale nascita di Lui. E come Venti secoli fa Maria lo donò al mondo nella capanna di Betlemme, oggi vuol di nuovo rendersi presente nel mondo attraverso i cristiani.

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