Categoria: Buona novella

Cesserà l’orgia dei buontemponi!

Cesserà l’orgia dei buontemponi!

XXVI Domenica del T.O.

La Parola di Dio oggi ci presenta la situazione del mondo con uno dei suoi principali problemi: la sperequazione sociale. Poche migliaia di ricchissimi possiedono le ricchezze di tutto il mondo; mentre miliardi di persone vivono nella miseria.

È una evidente ingiustizia che Dio non vuole. Aveva previsto l’umanità come una grande famiglia destinando a tutti i beni della terra equamente distribuiti, secondo le necessità di ciascuno, e invece il demonio e il peccato hanno confuso le cose rendendo il paradiso terrestre invivibile.

Il denaro

Il denaro

XXV Domenica del T.O.

Il Vangelo chiama la ricchezza disonesta . Perché? La bibbia di Gerusalemme in una nota dice che il denaro è disonesto “perché all’origine di quasi tutte le fortune c’è qualche disonestà”. Può essere ma viene addirittura chiamato anche “sterco del diavolo” e visto come l’origine di tutti i mali. Perché? Perché è ingannatore e promette quello che non può mantenere e si avvicina all’idolatria nel senso che diviene un idolo quando è ricercato per se stesso, come strumento di potere.

Dio che perdona

Dio che perdona

XXIV Domenica del T.O.

Le tre letture di questa domenica parlano del perdono e ci tratterremo proprio su questo tema. Un Dio che perdona. E cosa sarebbe se Dio non perdonasse? L’uomo morirebbe. Non in forza di una decisone o di una vendetta di Dio ma unicamente perché il peccato è un percorso mortale, una scelta di morte. Si potrebbe pensare che la costruzione del vitello d’oro da parte di Israele sia un errore benigno. Sarebbe un errore. Il vitello d’oro rappresenta in effetti la potenza virile che c’è nell’uomo, la ricchezza del popolo -è d’oro- . l’arte del genio di Israele.

Per costruire una torre

Per costruire una torre

XXIII Domenica del T.O.

La torre di cui oggi ci parla Gesù è la nostra vita. Bisogna sapere come costruirla, con quali mezzi, quale materiale e sopratutto su cosa fondarla. Il rischio di cominciare a costruirla e non concluderla è grave. La vita è anche una guerra che ciascuno e chiamato a combattere, ma anche in questo caso prima di affrontarla bisogna avere idee chiare e calcolare la possibilità di vincerla. Nessuno fa la guerra per perdere. La vita si può fondare su tante cose: sulla famiglia, sul denaro, sulla carriera, sugli onori, ma di tutte queste cose bisogna considerare la consistenza e i rischi che si corrono.

L'ultimo posto

L'ultimo posto

XXII Domenica del T.O.

“Scegli sempre l’ultimo posto e nessuno te lo prenderà”, consigliava l’abbe’ Huvelin al suo figlio spirituale, san Charles de Foucauld. E’ quanto ci dice il Signore oggi nella sua Parola, spiegandosi con esempi evidenti ma non immediati, riferendosi alla vita in cui vige la pratica dell’assalto ai primi posti.

Le porte del paradiso

Le porte del paradiso

XXI Domenica del T.O.

In paradiso non c’è numero chiuso. Gesù è andato a prepararci un posto, quindi ciascuno ha il suo posto segnato, però l’ingresso è impegnativo, non per la folla ma per le esigenze dell’entrare.
La condizione per entrare è la Grazia, l’abito nuziale , direbbe Gesù, che è stata conquistata per noi con la morte e la resurrezione del Figlio di Dio, quindi una grazia “a caro prezzo”. Ogni uomo è salvo, ma deve accogliere questa salvezza che non si è dato da sé, ma che riceve accogliendo le condizioni per essere salvato: l’amore di Dio e del prossimo”.

La Pasqua della Madonna

La Pasqua della Madonna

Assunzione 2022

La celebrazione della sua Pasqua ci fa sentire Maria ancora più vicina a noi, nostra vera madre e sorella nell’esperienza della vita. Niente più della morte si rende simili e ci fa sentire fratelli. Anche Maria ha fatto questa esperienza, come Gesù, anche se la sua fu, almeno si crede una morte naturale mentre quella di Gesù una morte violenta.

Fuoco e divisione

Fuoco e divisione

XX Domenica del T.O.

La Parola di Dio di oggi si apre con la grande immagine di Geremia messo a morire nella cisterna perché aveva suscitato nei soldati l’obiezione di coscienza. Con questo spettacolo Gesù ci rivela i sentimenti del suo cuore: “Desidero che il fuoco che sono venuto a portare si accenda”. Gesù è tutto fuoco, viene dalla fornace ardente della Trinità per incendiare anche noi e attraverso di noi tutto il mondo. Il fuoco brucia ed esprime la forza bruciante dell’amore. Gli amici di Cristo fanno parte di questa fornace che deve incendiare tutta l’umanità.

Siamo nomadi

Siamo nomadi

XIX Domenica del T.O.

La parola di Dio ci presenta quest’oggi il nostro Padre Abramo. “Chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava”.  Si legge in un Midrash: Un giorno Abramo prese il figlio Isacco ancora bambino e con un asinello si inoltrò nel deserto. Dopo aver camminato varie ore il ragazzo chiese al Padre quanto mancava ad arrivare, Abramo gli rispose: “siamo nomadi”. Anche noi lo siamo e Gesù descrive così la condizione dei suoi inviati.

Lontano dalla cupidigia

Lontano dalla cupidigia

XVIII Domenica del T.O.

Oggi il Signore affronta il problema del nostro rapporto con la ricchezza, tema interessante anche perché in questo periodo sembra che  nell’ambiente ecclesiastico sia, almeno a parole, esaltata la povertà, quasi che tutti avessimo la vocazione francescana. Invece, contrariamente a quanto si penserebbe, la povertà evangelica ha poco a che vedere col denaro. Mi ha sempre ripugnato quello che il mio concittadino scrisse del denaro definendolo “sterco del demonio”. Per me il denaro è avvicinabile all’Eucarestia, perché lo vedo dentro la sudata busta paga che un padre consegna alla moglie per mandare avanti la famiglia. Altro che sterco! Quello è “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”!

Chi chiede ottiene

Chi chiede ottiene

XVII Dom. T.O.

Questa domenica Gesù ci intrattiene sul tema centrale a tutte le religioni: la preghiera. Ascoltiamolo bene, perché è in gioco il nostro rapporto con Lui.

La liturgia comincia col bellissimo testo della Genesi che ci riporta il dialogo tra Dio e Abramo che intercede per salvare le cinque città. Nonostante tutto, la cosa finì male.

Gesù insiste: “Chi chiede ottiene, chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto”. È vero quello che ci dice? Sembrerebbe di no. Gli esempi non mancano né a noi né alle persone che conosciamo. Persone buone che con insistenza chiedono cose giuste e necessarie, ma si scontrano contro un cielo sordo e chiuso.

Le religioni senza Dio

Le religioni senza Dio

XVI Domenica del T.O.

Chiunque, laici, religiosi, preti e vescovi possono fabbricarsi una “religione” che utilizza le parole, i temi, il linguaggio della fede, ma da cui Dio è stato escluso. È quello che avviene a Marta nella pericope evangelica di oggi. Solitamente si usa questo testo per opporre “la vita attiva” alla “vita contemplativa”. Si può avere un’attività piena di Dio e una contemplazione attiva. C’è una religione senza Dio in cui le attività intraprese sono più importante di Dio stesso. A partire da questo, l’opera diventa un idolo. Qualche esempio: il programma della diocesi diventa la prima preoccupazione del Vescovo; la costruzione di una cappella a qualche santo o una sala per le riunioni occupa tutti i pensieri del parroco; anche il funzionamento dell’organizzazione del catechismo o delle attività pastorali. I laici possono trovare esempi nella loro vita, ma il più chiaro è quello del marito tutto dedito al lavoro, onestamente per il benessere della famiglia che si dimentica della famiglia stessa e di dire amore alla propria sposa.

Amerai...

Amerai...

XV Domenica del T.O.

Il Vangelo di oggi ci invita ad inserirci nel dialogo cominciato dal dottore della legge con Gesù e continuarlo per chiarirci le idee.

Nessun problema sul primo e massimo comandamento: faceva parte delle preghiere mattutine di ogni buon israelita. Non è un problema conoscere i comandamenti, ma attuarli. Si vede che al dottore della legge non faceva problema il primo (amare Dio), ma il secondo (amare il prossimo). Per questo chiede la spiegazione a Gesù su chi fosse il suo prossimo. Gesù gli risponde con una catechesi degna di lui: la parabola del Buon Samaritano e conclude: “Va’ e anche tu fai lo stesso!”. Non si sa nient’altro del dottore, tanto meno se abbia fatto quello che Gesù gli aveva detto.

Tutto è messe

Tutto è messe

XIV Domenica del T.O.

Gesù si fa precedere dai discepoli dove stava per recarsi e dà loro delle indicazioni precise, le stesse che dà a noi.

La prima cosa che colpisce è che coloro a cui sono mandati non è il mondo, tra l’altro alcuni non li accoglieranno, ma sono messe, quindi terreno da coltivare perché produca frutto. Gesù sa di mandare i suoi in un mondo già salvato, in cui agisce già la sua grazia: la “Gratia Christi”, una messe già anticipatamente redenta dalla sua Croce e che ha infinitamente amato. I discepoli andranno soltanto a raccontare questa verità: “Sta per venire il vostro Salvatore, il vostro Redentore, Cristo Signore”; “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio come Salvatore”.

Verso Gerusalemme

Verso Gerusalemme

XIII Domenica del T.O.

Terminate le grandi celebrazioni pasquali, la chiesa ci invita a metterci alla sequela di Gesù e fino al 30 novembre lo seguiremo, domenica per domenica, condotti dall’evangelista Luca, nel cammino verso Gerusalemme.

Colpisce l’atteggiamento di Gesù che si mette in viaggio verso Gerusalemme dove sa bene cosa lo attende. Luca sottolinea che non era per niente allegro, ma anzi “indurì il suo volto”. Altri traducono: “Prese la ferma decisone di mettersi in cammino”. Il volto ci rivela un Gesù tutto preso dalla sua missione, quella che aveva udito dal Padre e che doveva portare a termine. La volontà del Padre è sempre una cosa impegnativa per tutti e non può essere mai presa alla leggera.

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