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Buona novella

Il Giudice

Il Giudice

Il Vangelo ci mostra un Gesù inabituale, non in movimento ma seduto davanti alla porta del tempio a guardare: è l'atteggiamento del giudice. E infatti sia sull'episodio della vedova che sull'atteggiamento degli scribi da un giudizio sui comportamenti umani. Non condanna, per gli scribi lascia il verdetto al futuro. Il suo ruolo non è di condannare ma di salvare. Per salvare svela: al di la delle apparenze (gli scribi rispettati, salutati, stimati per le loro lunghe preghiere, i ricchi versano grandi somme nel tesoro del tempio, la vedova non da che due monete) va alla realtà.

Ascolta Israele

Ascolta Israele

Queste parole, portate da Israele e culminate in Cristo e che ci sono così familiari, hanno sovvertito tutta la religione, la filosofia e l'etica. Al centro c'è la parola "Ascolta", non "leggi" o "guarda". "leggi" ci riconduce ad un testo. Qualunque sia il posto del libro nella fede cristiana è sempre al secondo posto: non è al libro che noi ci rivolgiamo ma a Colui che del libro ci dona la testimonianza. "Guarda " ci lascerebbe come spettatori esteriori, non "impegnati" come si dice.
Per avere l'ascolto servono due esseri in presenza. Ascoltare è più che sentire. Alcuni si riferiscono al "pensiero di Mao" altri al "pensiero di Kart Marx" ecc. Noi non ci riferiamo al pensiero di Cristo ma a Cristo stesso. E'vero che alcuni si sono riferiti a Lenin o a Stalin al di la del loro "pensiero", è ciò che si chiama il culto della personalità. In questo caso siamo nell'idolatria perché l'atteggiamento diviene religioso e solo "l'Unico" può essere ascoltato in questo modo. Né Stalin , né Mao, ne Khomeini, né Francesco, non sono l'Unico.

Testimonianze

SIGNORE, TU MI SCRUTI E MI CONOSCI

SIGNORE, TU MI SCRUTI E MI CONOSCI

Parlare della propria vocazione non è mai facile poiché significa parlare di ciò che c’è nell’intimo del proprio cuore. Sono Leonardo e frequento il terzo anno di Seminario Maggiore di Basilicata. Nel periodo dell’adolescenza ho avuto il mio momento di ribellione verso il mondo, verso la Chiesa. Non accettavo che Qualcun altro potesse decidere della mia vita. E’ per questo che lentamente mi sono allontanato, anche, dalla vita della parrocchia. Fino a quando un gruppo di amici mi ha invitato a partecipare a un pellegrinaggio a Medjugorje.

Fabrizio Congiu

Fabrizio Congiu

Tutto cominciò quando avevo 11 anni. Un compagno di classe mi invitò all’oratorio e poi anche a fare il chierichetto. Accadde così che mentre svolgevo il mio servizio all’altare iniziai ad ascoltare con attenzione le parole che il sacerdote pronunciava durante la Messa e capii che quelle parole erano rivolte a Dio in nome del popolo. Tra me e me pensai: “Se si rivolge a Dio è un pazzo, oppure Dio esiste veramente! Se Dio esiste allora ci si può rivolgere a Lui”. 

Lettera della settimana

La proposta della chiesa nei tempi difficili

La proposta della chiesa nei tempi difficili

Abbiamo scritto, la scorsa settimana, che la ragione dei tempi difficili è la mancanza di chiarezza di orientamento e di metodo. Gli uomini non sanno perché son venuti al mondo, cosa ci son venuti a fare e dove vanno.
La chiesa ha la sua risposta, che , ovviamente, non è sua ma di Dio stesso di cui è sacramento e portavoce.

Le ragioni dei tempi difficili

Le ragioni dei tempi difficili

Perché i tempi sono difficili? Per un solo motivo: perché le persone sono in difficoltà. Non è certo questione di clima , di stagioni, anche se cambiano, di ponti che cadono o di governanti che litigano tra di loro. E’ un problema che riguarda le persone e siccome “tempi difficili” Papa Francesco li ha detti per la chiesa, le difficoltà riguardano la Chiesa stessa cioè i cristiani. A questo proposito si pensa che le ragioni delle difficoltà siano diverse: il problema della pedofilia da cui il Signore vuol purificare la Chiesa attraverso un intervento chirurgico pesante e senza anestesia, il problema delle vocazioni in crescente diminuzione, sapendo che senza sacerdozio non c’è chiesa.

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