Carissimi amici, è bello ritrovarci insieme in questo tempio in cui le pietre trasudano preghiera e sono intrise anche del canto delle nostre voci giovanili, che i nostri Padri ci avevano tramandato e con cui, con fedeltà assoluta, continuavamo a lodare il Signore.
Era una bella serata, quel nove maggio del 1938, tutta Firenze in festa e illuminata. Benito Mussolini accompagnava Adolf Hitler nella sua prima visita ufficiale alla città.
“Il mio vivere è Cristo”: l’ho desiderato da tutta la vita.
“Io e Cristo siamo una cosa sola”, per poter dire: “Io e il Padre siamo una cosa sola”.
Ho sempre sognato la piena libertà, con la certezza che solo Dio è la vera libertà. Poter dire, come Francesco: “Deus meus et omnia”.
“Mio Dio e mio tutto”, “cerco solo Dio”: questo è stato il mio sogno.
Nonagesimo anno adveniente
Fuori del conto dei salmi, ma dentro quello dei patriarchi. La vita è un grande dono di Dio. Me ne ha concessa molta e l'ho vissuta intensamente. L'ho vista in tutta la sua bellezza.
In anteprima un estratto dal prossimo libro di mons. Giuseppe Mani.
Ho il piacere di presentarvi uno splendido libro per la Quaresima.
Conoscete già l’autore, Jonathan Sacks, che è il rabbino di Londra di cui vi già presentato il commento alla Genesi.