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    Mons. Giuseppe Mani

  • Giuseppe Mani

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Buona novella

Messi alla prova

Messi alla prova

L’argomento di questa prima domenica di quaresima è obbligato: la nuova traduzione del Padre nostro: che è la principale preghiera del cristiano. La problematica che ne è sorta circa la traduzione è importante: preoccupa il fatto che si possa ritenere che per secoli la chiesa abbia pregato con una preghiera ritenuta da qualcuno addirittura ereticale. Ma stiamo scherzando “Lex orandi, lex credendi”, la preghiera è la più alta espressione della propria fede; è mai possibile che Dio abbia permesso che i suoi figli lo abbiano offeso anziché onorato?
Chiariamoci le idee.

Compassione e severità

Compassione e severità

La guarigione del lebbroso si iscrive nella serie di guarigioni operate da Gesù. E’ ben noto il giudizio sulla lebbra che era dato in Israele: prefigura la morte perché rende inadatti alla vita sociale e interdice l’accesso al tempio. La lebbra colpisce Ozia che si arroga il posto dei sacerdoti nel tempio, Naam il Siro la cui guarigione gratuita  sottolinea l’universalità di Dio. Spetta ai sacerdioti dichiarare la guarigione dalla lebbra. Nel Vangelo di oggi abbiamo una successione di parole che esprimono i più diversi atteggiamenti di Gesù. Gesù “mosso a compassione” e “ammonendolo severamente lo rimandò”. Va da toccare il lebbroso “stese la mano lo toccò e disse” a “lo rimandò. Tocca il lebbroso e lo caccia purificato come caccia i demoni o i mercanti dal tempio. Siamo commossi dalla pietà di Cristo ma anche stupiti dall’espulsione.

Il Signore della nostra libertà

Il Signore della nostra libertà

Questa domenica ci troviamo dinanzi ad una caratteristica del Vangelo di Marco “Il segreto messianico”. Gesù impone il segreto ai demoni perché sanno chi è.Domenica prossima proibirà di parlare al paralitico. Non è un effetto letterario se si pensa che fin dalle prime righe del suo Vangelo Marco dichiara che “Gesù è il Figlio di Dio” (Mc 1,1), Eppure Giovanni ha proclamato pubblicamente la potenza salvifica di Gesù. Il Padre lo proclama “Mio Figlio prediletto “ eppure Gesù vieta ai demoni di parlare, pur sapendo che lo spirito impuro sta dicendo il vero.

Lettera della settimana

Torna a casa per conoscere te stesso

Torna a casa per conoscere te stesso

Cosa strana! Siamo così curiosi ma non di sapere tutto di noi stessi: preferiamo immaginarci.
Sul frontale del tempio di Apollo, a Delfi, c’era scritto a caratteri cubitali “Conosci te stesso”. E’ il principio della sapienza greca. Perché dobbiamo cominciare dal conoscere noi stessi? Per conoscere l’uomo dal momento che gli uomini son fatti tutti allo stesso modo anche se non son tutti uguali. Ogni uomo è come te e anche tu sei come gli altri. Provaci a pensarlo e proverai un grande disagio prima di dover accettare una verità incontrovertibile: tutti siamo più o meno diversamente abili.

Testimonianze

Emanuele

Emanuele

E arrivato a un certo punto, scopri che quel desiderio può anche bastare. Perché sulle prime ti è piaciuto, ti ha sedotto e commosso, ma non ti sei poi tanto fidato. Sembrava troppo bello, forse anche troppo facile. Come succede ai bambini, no? Da grandi vogliono essere dottori, astronauti o piloti. Certo: ognuno ha diritto al suo sogno, e anche tu hai il tuo.
Ma non sei più un bambino.

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